Pisa, "Non portiamo i bambini in caserma", in nome di Nicola Ciardelli, ucciso a Nassiryia

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Nicola Ciardelli

di Alberto Zoratti per l’Altracittà

Aveva 34 anni, Nicola Ciardelli, quando rimase ucciso a Nassiryia. Era il 27 aprile del 2006 e l’Italia subiva uno dei peggiori attentati in zona di guerra della sua storia recente. Capitano del 185esimo battaglione dei paracadutisti di Livorno Ciardelli era in missione in Iraq, in una delle guerra più sbagliate dei nostri tempi. Il tutto in uno scenario bellico degno delle peggiori sconfitte strategiche del sogno americano, che sperava di risolvere una volta per tutte approvvigionamento energetico, controllo sullo scacchiere mediorientale e sicurezza interna con una guerra dagli esiti impensabili.

Ciardelli è stata una delle vittime di quell’avventura e per ricordarlo è nata l’Associazione Nicola Ciardelli Onlus, con obiettivi di solidarietà, che si concretizzano nel progetto “La casa dei bambini di Nicola”, un centro di accoglienza per bambini bisognosi di cure mediche urgenti con collaborazione della Croce Rossa, l’Ospedale Meyer di Firenze e la Regione Toscana. Fin qui, storia di ordinaria solidarietà, direte voi. Un modo costruttivo per ricordare una morte senza un perché.

Ma la questione si complica. E questo grazie allo zelo del sindaco di Pisa Filippeschi e soprattutto di Maria Luisa Chiofalo (Pd), assessora comunale alle politiche socio-educative e scolastiche, che hanno scelto di dedicare il 27 aprile di ogni anno alla “Giornata della solidarietà”, con tanto di benedizione arcivescovile.

Centinaia di bambini, dalla materna alle scuole medie verranno portati dagli insegnanti a visitare la caserma della Brigata Folgore, per far conoscere loro le molte problematiche connesse alle missioni umanitarie e di pace nelle aree di guerra. Dovrebbe essere “grande lezione per tutti i bambini: quella sui valori e sui diritti umani”, spiegata da ufficiali della Folgore, all’interno di una caserma. L’anno scorso l’evento ha coinvolto un migliaio di bambini, anche se molte famiglie decisero di tenersi a casa i figli piuttosto che mandarli precocemente tra maggiori e sottufficiali. Forse perchè disinteressati ad ascoltare una versione sui generis della costruzione delle reti di pace, quella portata avanti dai militari, forse un po’ diversa rispetto a quella che da anni realtà come Emergency, Un Ponte per… o Medici senza Frontiere stanno faticosamente sviluppando a rischio della loro stessa vita. “Grande soddisfazione” per l’iniziativa, aveva chiarito il Sindaco nell’edizione 2010 della Giornata, che ha sottolineato come nel suo svolgimento si sia dimostrato come si può promuovere la cultura della pace e il valore della solidarietà, anche in una caserma.

Eppure a Pisa ed in provincia le iniziative di solidarietà non mancano, a cominciare da tutte le realtà dell’economia sociale e solidale che stanno strutturando un vero e proprio percorso comune, che parla di alternative economiche, energetiche e sociali per far fronte, con la solidarietà e la cooperazione, ad una crisi epocale. Esperienze di cui il sindaco sembra non preoccuparsi più di tanto, vista la sostanziale assenza della sua amministrazione nel considerare le iniziative dell’attivissima società civile della sua città.

Centinaia di persone, decine di organizzazioni hanno quindi dato il via all’appello “Non portiamo i bambini in caserma” (http://nocaserma.blogspot.com/p/non-portiamo-i-bambini-in-caserma-firma.html) con l’obiettivo di aprire gli occhi ad un amministrazione e ad un assessore che, nello specifico, sembrano avere una visione molto limitata del concetto di solidarietà e cooperazione internazionale.

0 Comments

  1. Omero Fontana

    Quel sindaco e quell’assessore sono quelli che parlano di pace e contemporaneamente esaltano i militari, quelli che approvano le guerre violando l’art. 11 della Costituzione e insieme partecipano, assieme al loro partito, alle manifestazioni in difesa della Costituziione quando c’è da usarla strumentalmente contro Berlusconi ai fini di mera lotta per il potere ma senza un briciolo di coerenza. Hanno una bella faccia tosta!

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  2. ezio della torre

    gli articoli della Costituzione godono di una libera interpretazione,nel nostro povero Paese.-in tutto il mondo è eviodente che si è vero cittadino quando portasno le asrnmi per la rpopria Patria.La Folgore va dove il Paese le ordina di andare,ed in ogni occasione cerca di essere degna della sua tradizione.Mi sembra che il tipo di pacifismo di cui èp interprete l’estensore dell’articolo sia uno dei peggiori.Avendo ormai 80 anni ,indico ai miei nipoti l’esempio che danno a tutti i “folgorini”A Pisa e Livorno la Folgiore è stata stanziata quando ,impegnata l’Italia in una alelnaza anti URSS,occorreva avere pronto il reparto che avrebeb garantito la agibilità del porto e le linee logistiche tosco emiliane.L’ambiente era ostile. I folgorini non lo avevano scelto ma si fecefro rispettare.Oggi,tirato fuori il tricolore,cui avevaqno sovrapposto la bandiera rossa,i compagni interpretano due parti. sono patrioti e pacifisti. capità così ai mezzo-convertiti. Comunue,benvenuti quanti si recheranno nelle ns caserme.

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