Pisa, la solidarietà spiegata ai bambini: con l'esercito

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Riceviamo e pubblichiamo

Anche quest’anno il 23 aprile a Pisa si terrà la “Giornata della Solidarietà”, organizzata da Comune di Pisa e Onlus Ciardelli per le scuole pisane dell’infanzia, genitori e cittadini l’organizzazione è cambiata: dal 2012 le attività si svolgono in città, e propongono all’attenzione di bambine e bambini dei “percorsi sui principi fondamentali della Costituzione.”

L’anno scorso abbiamo valutato le nuove modalità di attuazione, nonostante la nostra convinzione che l’iniziativa rimanesse criticabile. Quest’anno esprimiamo con serenità la nostra opinione: la “Giornata della Solidarietà” non può essere proposta ai bambini delle scuole in orario scolastico, ma deve tornare ad essere un’iniziativa a cui le famiglie possano decidere con assoluta libertà se far partecipare o meno le proprie figlie e i propri figli.

La città, durante la manifestazione, è stata fortemente militarizzata: bambine e bambini trasportati con pullman militari, pattuglie di militari presenti in modo diffuso nel centro della città, lancio acrobatico di paracadutisti in ponte di mezzo, “inchino” (pericolosissimo) di elicotteri militari in mezzo ai palazzi del lungarno di fronte a bambine e bambini festanti e inconsapevoli del fatto che gli strumenti militari sono progettati per fare la guerra e non per fare animazione a gite scolastiche.

L’organizzazione è stata modificata, sì: la maggior parte dei bambini non viene più portata in caserma, ma la caserma viene portata ai bambini.

Inoltre nel programma sulla Costituzione trasmesso alle scuole viene data questa curiosa definizione dell’articolo 11: il “principio internazionalista”. Per illustrarlo alunne e alunni verranno condotti all’aeroporto militare e al CAPAR. In pratica non viene detto che l’articolo 11 prevede il ripudio della guerra, ma sembra invece che preveda una gestione dei rapporti internazionali da parte delle forze armate.

Dieci anni fa iniziava la guerra in Iraq, mossa da falsi pretesti e senza che l’ONU avesse autorizzato interventi militari. Quella guerra ha prodotto centinaia di migliaia di vittime. Poichè la Giornata della Solidarietà nasce per commemorare un attentato ai militari italiani a Nassiriya, suggeriremmo che divenisse un giorno di riflessione tra ragazzi e adulti sul ripudio della guerra, piuttosto che una festa per bambini.

Crediamo che la Giornata della Solidarietà così come è concepita non possa essere un appuntamento fisso, una “festa” annuale per le scuole pisane. La sua collocazione corretta è fuori dall’orario scolastico, e la partecipazione ad essa deve rimanere una libera scelta individuale di genitori e cittadini.

Gruppo F. Jagerstatter per la nonviolenza
Gruppo Emergency Pisa
Assopace Pisa
Un Ponte Per…(Pisa)

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