13 dicembre 2018

Piccoli Gas crescono: è boom nel Quartiere 2

image_pdfimage_print

di Alberto Ottanelli

Gruppi di acquisto solidale: un modo diverso di fare la spesa, ma anche di creare relazioni, di stare insieme, di sostenere l’agricoltura locale e di qualità, di riscoprire sapori e conoscenze tradizionali. I Gas sono una realtà in continua espansione. Numeri alla mano, quelli iscritti alla Rete Gas nazionale (www.retegas.org) sono oggi oltre 580 (per dare un’idea, erano 50 nel 2001 e 400 nel 2008), ma molti gruppi non sono registrati, per cui si stima che il numero di Gas realmente attivi in Italia sia all’incirca il doppio, per un totale di consumatori coinvolti che arriverebbe a circa 100mila persone. Una tendenza che anche a Firenze trova conferma.

In città sono ormai una cinquantina i gruppi presenti, e di questi 10 svolgono la loro attività sul territorio del quartiere 2. Tutti insieme raccolgono oggi oltre 250 nuclei familiari, mentre solo due anni fa i gruppi erano 3 e circa 50 le famiglie. “In pochi mesi siamo più che triplicati, e continuamente riceviamo richieste di ingresso, ma anche di tutoraggio per creare nuovi gruppi, da parte di famiglie interessate alle tematiche del consumo critico e dei nuovi stili di vita”, racconta Alessandro del Gas di Ponte a Mensola.

Qual è il motivo di questa vera e propria esplosione? Se c’è una domanda sbagliata da fare, questa è: “Quanto si risparmia acquistando prodotti attraverso un Gas?”. Infatti è bene chiarire subito che i gruppi di acquisto solidale non sono gruppi di risparmio, né nascono per dare una risposta diretta al problema del carovita. “Il prezzo è importante – continua Alessandro – ma non vogliamo risparmiare sulla pelle di chi lavora, o a spese dell’ambiente”. L’accento, insomma, non è sulla A di acquisto, ma sulla S di solidale: una solidarietà che parte dal gruppo, si estende ai piccoli produttori locali che forniscono i prodotti (e che spesso hanno difficoltà a raggiungere il mercato), fino al rispetto per l’ambiente e alla vicinanza con i popoli del sud del mondo.

I Gas, infatti, si occupano di questo: fare acquisti collettivi di prodotti sani, biologici, legati al territorio, ponendo contemporaneamente una particolare attenzione all’etica. E c’è anche un altro motivo per cui il quartiere 2 è “privilegiato”. Conclude Alessandro: “L’esperienza del “Bioquartiere” (il mercato mensile dei produttori biologici locali, organizzato dal quartiere, ndr) è un grosso aiuto in questo senso. Anzi, a ben vedere potrebbe essere un altro dei motivi per cui il nostro territorio è quello maggiormente interessato dalla crescita di nuovi Gas”.

[Fonte Il Reporter]

0 Comments

  1. Lore

    Per quanto riguarda il “Bioquartiere” nel quartiere 2, vorrei puntualizzare che la manifestazione è stata progettata e organizzata dall’associazione Toscana Etica.
    Il Quartiere 2 è stato, per ora, l’unico quartirere che ci ha dato la possibillità di usare lo spazio per il mercatino.
    La finalità del bioquartiere, per come è nato il progetto, è quella di far conoscere la realtà del biologico, in tutti e 5 i quartieri di Firenze.
    Noi ci stiamo provando…chissà!
    Lore Barberi

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *