Piano Strutturale di Firenze. Fermiamo l'ultimo furto. Firmiamo l'appello

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APPELLO – Piano Strutturale di Firenze. Fermiamo l’ultimo furto
Per aderire indicare nome e cognome a: fi.nopianostrutturale@email.it

Un appello per fermare l’approvazione del Piano Strutturale di Firenze, MILANO, FIRENZE: tre casi esemplari” che si è tenuto a Firenze promosso dal gruppo di lavoro urbanistica della Lista di cittadinanza “Ornella De Zordo Per Unaltracittà”.

L’appello – a cui si può aderire indicando nome e cognome in un messaggio di posta elettronica all’indirizzo fi.nopianostrutturale@email.it – è di vitale importanza per evitare la cementificazione della città a vantaggio di pochi operatori privati e non a favore degli interessi collettivi. L’attuale Piano Strutturale è ricco di scelte che alcuni dei maggiori urbanisti italiani – tra cui Paolo Baldeschi, Sergio Brenna, Giorgio Pizziolo e Paolo Berdini, primi firmatari dell’appello insieme ad Ornella De Zordo – considerano  sbagliate, ed è il prodotto del lavoro di una struttura tecnico-politica oggi decapitata dalle inchieste della magistratura.

A due mesi dalle elezioni l’approvazione del Piano si connota come un vero e proprio colpo di mano fuori dal controllo dei cittadini e di chi vive Firenze. L’invito è quindi quello di firmare l’appello e attivarsi in città affinché il Piano Strutturale non venga approvato. (info: http://nopianostrutturale.noblogs.org)

I ponti sull'Arno
I ponti sull'Arno

Ecco il testo integrale dell’appello
Per aderire indicare nome e cognome a: fi.nopianostrutturale@email.it

L’amministrazione comunale di Firenze, dopo le recenti vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti alcuni suoi esponenti, a sole poche settimane dal termine del suo mandato, ha in programma l’approvazione del Piano Strutturale, il nuovo piano urbanistico della città.

Questo è stato oggetto di numerose critiche e osservazioni nel metodo e nel merito.

Nel metodo, perché l’amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le precise proposte avanzate dai cittadini nelle assemblee in cui doveva sostanziarsi il processo di partecipazione attivato dal Comune stesso, né, se non marginalmente, di qualsiasi altro contributo critico pervenuto.

Nel merito, perché il piano non riconosce il carattere internazionale e il fondamentale ruolo culturale di Firenze, ma tratta il governo della città esclusivamente in termini di mobilità e di edificabilità; e, anche in questi limiti, con scelte sbagliate, contraddittorie, in ultima analisi preoccupate solamente di assicurare ai costruttori e alla proprietà fondiaria le massime agevolazioni possibili.

Con l’ultimo colpo di coda, quello delle due “varianti” dello Stadio e dell’edificabilità delle aree ferroviarie dismesse (e con la distruzione/riedificazione speculativa del teatro comunale del Maggio Fiorentino) si supera ogni immaginazione ed ogni pudore. In questo modo si rende sempre più difficile il riequilibrio ecologico di una città asfittica e inquinata, frantumata in ogni sua struttura ambientale e per questo ormai insalubre, sgradevole, e costosissima da abitare a da usare. E si rinuncia ad aree preziose per la riorganizzazione della mobilità, senza che si sia provveduto ad un piano complessivo ed organico.

Svendere queste aree strategiche ci pare un vero e proprio scempio nei confronti della città e della qualità della vita della popolazione ed un furto per le giovani generazioni, cui si è già tolto il lavoro, la speranza, il futuro, ed ora, a Firenze, come ultimo sberleffo, anche lo spazio per la sopravvivenza e per la mobilità.

Preoccupante e slegato da qualsiasi seria valutazione della domanda (che non sia quella degli immobiliaristi) è il dimensionamento del piano che prevede più di 4,5 milioni di metri cubi aggiuntivi in una città in cui gli abitanti continuano a diminuire; metri cubi che si aggiungono alle volumetrie già previste e non conteggiate nel piano, fra cui spicca l’insediamento di Castello (1.400.000 mc) e la previsione avanzata in extremis di 435.000 mc sulle aree ferroviarie dismesse.

A ciò si aggiunge il profondo stato di malessere in cui versa l’amministrazione in carica con le dimissioni dell’assessore all’urbanistica, raggiunto da avviso di garanzia, e del dirigente responsabile dell’elaborazione del Piano Strutturale. Anche se condividiamo pienamente la presunzione di innocenza per gli imputati, tuttavia è doveroso che il sindaco ne tragga le conseguenze per dare ai cittadini la certezza della legalità rispetto alle scelte fondamentali del Piano stesso.

Pertanto chiediamo che l’amministrazione di Firenze, a soli due mesi dalle elezioni comunali, sospenda l’approvazione del Piano Strutturale, lasciando alla prossima amministrazione il compito di dare a Firenze un piano degno di questo nome, dove gli interessi immobiliari siano subordinati a quelli dei cittadini e degli ospiti della città.

Primi firmatari: Ornella De Zordo, Giorgio Pizziolo, Paolo Baldeschi, Sergio Brenna, Paolo Berdini
Per aderire indicare nome e cognome a: fi.nopianostrutturale@email.it

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