Piano strutturale. Agostini: "Idee ferme agli anni ‘50 non siamo una città di talpe"

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L´urbanista: la gente vuol stare alla luce del sole. Dallo spostamento dei volumi al giardino ogni dieci minuti: troppe contraddizioni. Ilaria Agostini, docente universitaria e attivista di perUnaltracittà, critica il piano per lo sviluppo pensato da Renzi. Ecco l’intervista rilasciata ad Ernesto Ferrara di Repubblica.

«Tunnel, scavi, sottopassi, gallerie: basta. Questa non è una città di talpe, la gente in autostrada corre veloce per uscire dalle gallerie perché non vuole stare nel sottosuolo ma alla luce del sole. Che dramma questo Piano». Ilaria Agostini, urbanista, ricercatrice del dipartimento di urbanistica della Facoltà di Architettura e componente dell´osservatorio sull´urbanistica dell´Ordine degli architetti, non salva nulla nel primo documento urbanistico di Renzi?

«E´ un qualcosa a metà tra un programma di fabbricazione e un piano della mobilità: case qui o case là, strade, sottopassi, tunnel, tramvie. Dal punto di vista urbanistico una città non si governa sistemando il traffico o facendo volare i volumi da un punto all´altro della città. I condomini che “decollano” dalle zone sature e “atterrano” in periferia secondo il principio della perequazione non servono a una città che dovrebbe porre un freno alla sua crescita. E poi: siamo sicuri sia un fenomeno gestibile? Il Piano strutturale, vera carta costituzionale della città, dovrebbe indicare spazi per le persone, per i bambini, per la socialità».

Però il 75% del traffico della città è oggi basato sull´auto privata o sulla moto, solo il 25% su bus e bici: il problema va affrontato. Il Piano non prevede nuovi maxi interventi edilizi e ribadisce la previsione di uno spazio verde a 10 minuti da ogni punto della città.

«E´ l´idea di fondo che è sbagliata. L´urbanistica moderna non è basata sulla tesi che si deve dare alle persone la possibilità di raggiungere i servizi puntando sull´aspetto ingegneristico della mobilità, piuttosto parte dal concetto opposto: sono i servizi che si devono avvicinare alle persone. Non solo il verde, lo slogan dei 10 minuti a piedi è banale: non si vive di giardini ma di sanità, negozi, uffici. Anche l´ospedale ad esempio: perché spostarlo dal centro? Meglio morire in centro che in periferia, evitando di creare poli ospedalieri decentrati e attrattori di traffico. Un ragionamento del genere è lontano da questo Piano perché Renzi ha indicato come suo punto di riferimento La Pira ma poi non si è circondato di grandi urbanisti come Edoardo Detti e continua lui ad improvvisarsi urbanista propinandoci idee vecchie. Robe superate dagli anni ´50 come le penetranti urbane. O follie come i parcheggi interrati: qualcuno l´ha detto al sindaco, che vuole tanto verde, che sopra i parcheggi interrati non crescono gli alberi?».

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