Piano… piano… stop! Il Pd non riesce ad approvare il Piano Strutturale

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di Riccardo Capucci

Il Piano strutturale di Firenze, lo strumento che definisce il futuro urbanistico della città, non è stato approvato dall’ultima sedutadel Consiglio comunale. Il sindaco Leonardo Domenici, il Partito Democratico, Cgil, Confindustria e gli altri poteri forti, a partire dai costruttori, hanno fallito così l’ultimo colpo di mano su un territorio già colpito, e spesso devastato, da politiche urbanistiche invasive e nonrispettose dei bisogni dei cittadini.

Sarebbe stato decisamente paradossale vedere approvato un Piano strutturale(che nei fatti sostituisce insieme al regolamento urbanistico ilvecchio Piano regolatore) da un’amministrazione che vede indagati per corruzione l’ex assessore all’urbanistica Gianni Biagi, l’ex capogruppo del PD, l’ex dirigente del settore e altre persone tra cui il famigerato Salvatore Ligresti; inoltre l’area di Castello è ancora sequestrata comeanche il Multiplex di Novoli e altri cantieri sparsi qua e là per la città,da San Domenico al Galluzzo. Domenici ha commentato così la mancata approvazione, che chiude in modo lineare i dieci anni di cattivo governodella città: «Per noi il prodotto è ottimo e lo consegniamo finito allaprossima amministrazione».

A fermare l’approvazione sono stati tutti gli altri partiti presenti inConsiglio comunale, oltre il Partito Democratico naturalmente. Alcunilo hanno fatto strumentalmente in chiave elettorale, ad esempio quelliche sostengono il candidato sindaco Matteo Renzi, che peraltro ha già dichiarato di volerlo approvare entro il prossimo anno (se eletto, naturalmente). Altri perché da tempo ne sostenevano la pericolosità per il futuro di Firenze. È il caso di Ornella De Zordo, che sin dal 2004 ha denunciato politicamente gli scempi compiuti in campo urbanistico dalla maggioranza, ricorrendo talvolta anche alla procura (Multiplex, AltaVelocità). Nell’ultimo mese Unaltracittà ha promosso inoltre un appello per fermare il Piano Strutturale e salvare Firenze, firmato da centinaia dipersone a partire dai più importanti urbanisti italiani.

Cerchiamo però di capire meglio cosa è il Piano strutturale e perché permolti la sua bocciatura temporanea è un successo.«Il Piano strutturale – si legge sul sito del Comune di Firenze – fornisce il quadro delle tutele e delle strategie cui deve conformarsi ogni altra attività di pianificazione o di programmazione svolta dal Comune. Perquesto viene anche chiamato il “piano dei piani”.» Si tratta cioè di uno strumento di orientamento generale, che dovrebbe indicare degli obiettivi di lungo periodo a partire da un’analisi del territorio e delle sueesigenze. Un atto quindi estremamente importante, perché disegna la città come sarà nei prossimi venticinque/trenta anni. Il Piano strutturale di Firenze però presenta dei limiti enormi, sia nel metodo che nei contenuti. Per il metodo, perché malgrado una parvenza di percorso partecipato le osservazioni e richieste dei cittadini non sonostate affatto considerate. Per i contenuti, perché il Piano si interessa realmente solo di edificazioni e mobilità, senza per altro fondare le scelte fatte su approfondite analisi e valutazioni di scenari possibili.

Consideriamo per esempio la “grandezza” del Piano voluto dal PD. Sonoprevisti più di 4,5 milioni di metri cubi aggiuntivi in una città in cuigli abitanti continuano a diminuire; metri cubi che si aggiungono aquelli già previsti e non conteggiati nel Piano, fra cui spicca l’insediamento di Castello (1.400.000 mc) e la previsione avanzata in extremis di435.000 mc sulle aree ferroviarie dismesse. Inoltre, non c’è nessuna indicazione del tipo di edilizia. Se saranno case, è improbabile che saranno popolari, non darebbero abbastanza profitto ai costruttori. Ma se si vuoldare risposta al problema degli alloggi, bisognerebbe invece vincolare il privato a costruire appartamenti che siano poi abbordabili dalle classimeno ricche, piuttosto di concedere licenze per tirar su interi complessiresidenziali che poi restano semivuoti perché troppo cari.

E qui arriviamo ad un altro nodo del Piano: le indicazioni sono così vaghe che il privato può proporre all’amministrazione tutto ciò che vuole; il Comune, non avendo stabilito indirizzi né regole, è in una posizionedi confusione e debolezza, e alla fine può accettare un intervento qualsiasi purché si muova l’economia. Una visione economica sviluppistache continua ad abbagliare sia la destra che la sinistra, compresa quella comunista. A quanto pare il sogno di coniugare lavoro e ambiente è ancora,con questa classe politica, irrealizzabile.

E non è un caso che i sostenitori di questo piano sventolino lo spettrodella città ferma, dei cantieri bloccati, dei posti di lavoro a rischio. Inrealtà, non è la politica ma la magistratura ad aver fermato Castello e il Multiplex, per continuare con i nostri due esempi, e non è certo possibile continuare a cementificare la città come soluzione alla crisi economica. Ma, dicevamo, il Piano strutturale non è scomparso, è sempre lì, in attesadi approvazione. Se le elezioni saranno vinte da Renzi, con cui secondoDomenici c’è «una perfetta coincidenza di vedute», il Piano strutturale ha la strada spianata, maggioranza permettendo. Gli altri candidati hanno ancora le idee confuse sull’urbanistica: Galli è sostenuto da parte diquel blocco di potere, a partire da Confindustria, a cui il Piano andava benissimo; Spini è sostenuto da partiti (Verdi, Comunisti Italiani) che hanno votato tutti gli scempi attuati in questa città fino allo scoccared ella campagna elettorale, o che sono spaccati al loro interno su questioni chiave come il tunnel dell’Alta Velocità, che Rifondazione Comunista in Regione sostiene.

Unaltracittà di Ornella De Zordo chiede in sostanza di ripartire da zero. Conservando però quanto di buono venuto fuori dalle discussioni con i cittadini e dalle osservazioni presentate dai vari comitati. La nuova legislatura deve iniziare con una consultazione ampia a partire dai bisogni che emergono, per arrivare ad un’analisi attenta di quello che deve essere il Piano strutturale, ovvero il futuro del nostro buon vivere a Firenze.

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