13 novembre 2018

Piagge-Leopolda, 10 fermate per la nuova linea della Tranvia. Servono 40 milioni

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di Ernesto Ferrara

Tramvia, un altro colpo di scena. A soli quattro mesi dall´esordio della linea 1 tra Scandicci e Santa Maria Novella e mentre ancora i lavori per le linee 2 e 3 non sono partiti, spunta l´idea di una “linea 4” tra le Piagge e Porta al Prato. I tecnici del Comune lavorano ad un progetto alternativo per la linea 2 Peretola-Libertà (che non passerà più dal Duomo e potrebbe attraversare il centro in sotterranea) e meditano modifiche anche al tracciato previsto della linea 3 Careggi-Stazione. Ma in Palazzo Vecchio si lavora già ad una nuova linea. Lo stesso sindaco Matteo Renzi ne avrebbe parlato in più di un´occasione anche se carte firmate e progetti non ce ne sono ancora: esiste solo una stima di massima dei costi, una valutazione dell´impatto possibile sui trasporti in città. Ma tutto è ufficialmente top secret.

Di cosa si tratta? Di una linea di tramvia di circa 4 chilometri che correrebbe sul binario ferroviario già esistente tra le Piagge e la stazione Leopolda e con una decina di fermate (forse più) intercetterebbe non solo i pendolari dell´Empolese ma finirebbe anche per servire in maniera incisiva l´area ovest della città: le Cascine e l´area della Manifattura Tabacchi dove dovrebbero sorgere centinaia di nuove residenze (la precedente giunta aveva immaginato di portarci 40 mila metri quadri di uffici comunali ma Renzi sta cercando una sede altrove), l´area di via Ponte alle Mosse-Paisiello, via Pistoiese e le Piagge. Non ci sarebbe da fare una linea di tramvia ex novo perché almeno in gran parte si utilizzerebbe il binario dei treni che già oggi arrivano alla Leopolda da Empoli-Signa fermando a San Donnino: non si dovrebbero spendere 40 milioni di euro al chilometro (tanto è costata la linea 1), ne basterebbero molti meno (si parla di 30-40 milioni di euro in tutto) per acquistare i mezzi, adeguare l´elettrificazione della linea ferroviaria per un trenino-tram (dovrebbe passare da 3 mila a 750 volt), realizzare le fermate lungo i binari del treno (una ogni 400-500 metri, non una ogni 1.800 metri come fa il treno oggi) ed eventualmente farne di nuove a seconda di cosa dirà lo studio di fattibilità che potrebbe essere commissionato a breve.

L´idea è quella di fornire a una parte della città oggi coperta dal trasporto ferroviario (di fatto poco utilizzato anche dagli stessi pendolari empolesi) e su gomma (una decina di linee Ataf) un´infrastruttura ecologica e che – come cantieri -non andrebbe ad impattare più di tanto sulla viabilità potendo sfruttare le strutture già esistenti. Non solo. Il progetto prevede un´integrazione forte con i pendolari che oggi entrano a Firenze in auto attraverso l´Indiano e che, se fosse fatto un parcheggio scambiatore, potrebbero lasciare lì la macchina e poi salire su un tram che li porterebbe alla Leopolda e di lì a Santa Maria Novella con la linea 1. La possibile «riconversione della stazione Leopolda in stazione tramviaria» è peraltro uno dei tanti capitoli del percorso di consultazione sul piano strutturale che Palazzo Vecchio si prepara a fare già dalla prossima settimana. La fermata della Leopolda-Porta al Prato è stata inaugurata nel gennaio 2009 come servizio aggiuntivo per i pendolari di quella zona ma soprattutto come alternativa alla macchina per chi si sposta tra Empoli, Montelupo, Lastra a Signa, San Donnino, Le Piagge e Firenze. Un treno ogni ora oggi parte sia dalla Leopolda (al minuto 48) che da Empoli (ai 41 di ogni ora) dalle 7 di mattina fino alle otto di sera. In futuro al posto del treno potrebbe esserci un tram Sirio come quello che arriva a Scandicci.

Fonte Repubblica Firenze

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