Perù posible

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Nelle vicinanze del Machu Picchu in questi giorni sta avvenendo una singolare protesta, che vede come protagonisti i lavoratori dell’impresa Ferrocarril Santuario che tentano con mezzi pacifici di far conoscere almondo e agli stranieri di passaggio la loro situazione di crisi.
Il luogo è Aguas Calientes, cittadina distesa ai piedi del sacro monte e soprattutto sulla ferrovia che ogni giorno porta nelle sue strade centinaia di turisti; il treno infatti è l’unico mezzo che permette di raggiungere il paese, dopo tre ore di viaggio senza soste da Ollantaytambo, ultimo paese raggiungibile in auto.
Aguas Calientes è nata in funzione della ferrovia e sembra viverci in una simbiosi perfetta, tutto è costruito nelle sue vicinanze e la gente praticamente ci vive sopra. Passeggiando lungo i binari è facile imbattersi in numerosi cartelli attaccati alle facciate dei ristoranti e delle case, cartelli di protesta contro il monopolio ferroviario straniero che toglie il lavoro alla popolazione locale.
Infatti fino allo scorso aprile l’unica compagnia che possedeva la concessione era la Perù Rail, il cui proprietario, Paul White, e l’intera gestione sono inglesi. Adesso l’impresa Ferrocarril Santuario ha ricevuto dall’Organismo Supervisore dell’Inversione nell’Infrastrutture del Trasporto di Uso Pubblico (Ositràn) un permesso temporaneo di sei mesi per operare nella tratta.
Questa situazione va interpretatata alla luce dei fatti accaduti in Perù negli ultimi cinque mesi, dall’inizio cioè degli scioperi che hanno attraversato il paese: il governo del presidente Toledo, arrivato democraticamente al potere con promesse di cambiamento, sta invece proseguendo con la politica economica neoliberale adottata dal suo predecessore, Alberto Fujimori.
Le forti proteste di questo ultimo periodo sono partite dall’organico degli insegnanti, estendendosi poi a macchia d’olio a tutte le categorie; anche il settore turistico, che vive un momento di particolare sviluppo, ha fatto sentire la sua voce. La crescita del turismo infatti dovrebbe portare beneficio e non danno alla popolazione locale.

Sconfiggere il monopolio straniero sarebbe un grosso passo avanti per la popolazione di Aguas Calientes, la cui pazienza millenaria è ormai giunta a termine. La lotta continua verso un vero “Perù posible”.

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