Alluvioni, Firenze è sicura? De Zordo: "Troppo cemento e troppi interventi sotterranei"

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il sottopasso alla Fortezza

Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione di Ornella De Zordo al Consiglio Comunale di oggi

Con i recentissimi disastri dovuti a esondazioni e allagamenti in varie regioni italiane è finalmente balzata all’attenzione anche della vasta opinione pubblica l’importanza di un corretto equilibrio idrogeologico del territorio. La prevenzione risulta, ormai è acclarato, l’unico modo per evitare che a ogni stagione si debbano conteggaiare danni e morti. Risulta sempre più chiaro quanto sia vulnerabile il territorio, quanto siano pesanti le conseguenze di manomissioni che al sole d’estate sembrano innocue, quanto siano determinanti fattori che vengono sbrigativamente trattati come fastidiosi impedimenti e inutili vincoli.

Vogliamo allora finalmente prendere sul serio la crescente impermeabilizzazione del suolo, e rendersi conto che, anche se c’è una convenzione firmata (contra legem?), a Castello ora c’è suolo libero, e fra poco rischiamo di trovare decine di ettari di asfalto e cemento? E ancora, le opere in sotterranea: è ora di considerare suolo, sottosuolo, falde, dinamiche idrologiche, non come pedine di un nostro gioco, spostabili a piacimento, ma come fattori complessi che tendono a sfuggire al nostro controllo, e che imporrebbero un approccio ben diverso. Qual è il livello di sicurezza della Stazione Foster, 25 metri sotto terra, accanto a un corso d’acqua che pochi anni fa ha allagato il Romito? Oltre che rapido, è stato anche sensato non aver fatto la Valutazione di Impatto Ambientale?  Per non parlare delle ultime uscite sulla tramvia sotterranea, una scelta che oltre a non essere funzionale, rivela una preoccupante superficialità: l’ambiente e i fattori naturali non sono nella nostra disponibilità, e ci vuole molta cautela. Speriamo non doverlo ripetere al prossimo disastro.

Altri interventi in corso ci preoccupano: il Fosso macinante. E’ stato tombato per un breve tratto per i lavori del Parco della Musica, ma l’autorizzazione della Sovrintendenza era per un tombamento temporaneo, cosa che invece dai lavori fatti sembra difficile. Anche se il Macinante non ha dinamiche di piene essendo un canale originariamente aperto per ragioni produttive (da cui il nome), resta il fatto che la pratica del tombamento dei corsi d’acqua è comunque una pessima idea da tanti punti di vista, come dimostra l’ultima tragica esperienza di Genova. Quali intenzioni hanno alla fine dei lavori del nuovo Teatro e Auditorium della musica anche in relazione alla viabilità, visto che lungo il Macinante il PS prevede la strada a scorrimento veloce parallela a Via Baracca? Stiamo predisponendio un’interrogazione in merito.

Messa in sicurezza del Mugnone. Anni fa c’è stata l’esondazione del Mugnone al Romito. Quell’area è stata messa in sicurezza? il by pass del Mugnone è stato dimensionato sulla portata massima stabilita sulla base del regime di precipitazioni che attualmente sembra essere cambiato, essendo oggi molto più intense e concentrate nel tempo. Che fare? La prescrizione riguardava il sistema Mugnone-Terzolle fino alla confluenza in Arno: ovviamente se c’è un tappo a valle se ne risente anche a monte. A che punto siamo con il problema al ponte del Barco? Anche qui, nel silenzio che riguarda questa criticità, stiamo redigendo una specifica interrogazione. Per concludere, la sicurezza del territorio, di cui in occasioni come queste tutti parlano, si costruisce con una politica attenta più agli equilibri ambientali che a quelli finanziari, con il coraggio di porre vincoli e divieti, per quanto pratica fuori moda, e dando finalmente un senso alla troppo abusata parola “sostenibilità”.

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