Pericolo a Forte Belvedere, un dossier Asl accusa

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di Franca Selvatici

OCCORRE indagare sulle responsabilità del Comune sullo stato di sicurezza del Forte del Belvedere, dove in due anni sono morti due giovani e dove, la conformazione delle mura e le luci insufficienti e tali da ingannare la percezione visiva determinano un «estremo pericolo».

LA SERA del 2 settembre 2006 Luca Raso, 20 anni, romano, studente di ingegneria informatica, non aveva bevuto (lo ha dimostrato l’ autopsia). Eppure, ingannato dal buio che avvolgeva il Forte del Belvedere, scambiò per un prato le chiome degli alberi di Boboli e piombò nel vuoto. La sua tragica morte fu «l’ effetto di condotte colpose di più soggetti»: lo crede il giudice Rosario Lupo che ieri – rinviando a giudizio Lorenzo Luzzetti, presidente della società che gestiva l’ estate al Forte, accusato di non aver impedito l’ accesso ai luoghi pericolosi – ha anche chiesto alla procura di indagare sui profili di responsabilità «di coloro che hanno la gestione “istituzionale” del Forte». Cioè del Comune. Dalle indagini sulla morte di Veronica Locatelli, l’ artista fiorentina che il 16 luglio 2008 precipitò quasi nello stesso punto, è emersa infatti «la carenza strutturale della illuminazione, che «esalta la suggestione del luogo» ma non garantisce sicurezza. I tecnici del dipartimento di prevenzione della Asl hanno rilevato gravi pericoli di caduta. Nella zona dei due incidenti c’ è una differenza di altezza di appena 10 cm fra il terrapieno erboso e il parapetto, e il camminamento si restringe a meno di un metro, mentre la luce valorizza il monumento ma «inganna completamente la percezione visiva dei pedoni» e fa apparire «il vuoto come pieno». Sono perciò «indispensabili interventi per la messa in sicurezza» del Forte.

[Fonte Repubblica]

0 Comments

  1. PerUnaltracittà

    Senza entrare nei dettagli processuali crediamo che bene abbia fatto il gup Rosario Lupo, oltre a rinviare a giudizio il concessionario della gestione del Forte Belvedere, a trasmettere gli atti alla Procura per valutare le responsabilità del Comune nella morte di Luca Raso.
    Non è infatti ammissibile, a nostro giudizio, che si indaghi solo sulle eventuali responsabilità dell’ultimo anello quando nel 2006 l’Amministrazione Comunale ha concesso l’uso del Forte senza preoccuparsi minimamente delle sue condizioni di sicurezza.
    E perdipiù la stessa cosa è successa nel 2008 portando alla morte di Veronica Locatelli.
    Come abbiamo più volte sostenuto il comune non può autoassolversi, come ha fatto, con una commissione di indagine affidata agli stessi soggetti che hanno concesso i permessi.
    C’è un rapporto della Asl che sollecita interventi essenziali per la messa in sicurezza del Forte Belvedere.
    E’urgente che l’Amministrazione Comunale provveda a restituire alla città un luogo magnifico, ma senza mettere nuovamente in pericolo la stessa vita dei visitatori.

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