Peretola: ieri, oggi, domani (2)

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È arrivato il 31 luglio 2003 il via libera del governo per l’ampliamento dell’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. La Commissione di Valutazione di Impatto ambientale ha espresso parere favorevole all’estensione della pista, e al conseguente aumento dei voli e dei passeggeri. Si passerà da un milione e mezzo all’anno a due milioni e settecentomila.
Sono stati necessari due anni di lavoro per esaminare le condizioni ambientali della zona interessata: Le Piagge, Quaracchi, Brozzi, Peretola e Castello. Sono questi i quartieri che maggiormente subiranno le conseguenze dell’ampliamento, in termini di inquinamento acustico, ma anche luminoso e ambientale, tra l’altro in una zona con una situazione già pesante per la presenza dell’autostrada e di altre importanti arterie, per tacere dell’avvento ormai prossimo dell’inceneritore…
Eppure la Commissione ha dato parere positivo, accogliendo tutte le richieste della Regione Toscana a tutela della popolazione sia in termini di salute che di sicurezza, richieste elaborate dal Nucleo di valutazione dell’impatto ambientale lo scorso aprile. Per accettare l’allungamento della pista la Regione aveva posto come condizioni l’installazione – a spese della società Adf – di infissi antirumore per l’isolamento e di impianti di condizionamento estivo, e aveva fissato il limite di 60 decibel in tutte le zone residenziali intorno allo scalo.
Si dichiara soddisfatto l’assessore regionale all’ambiente Tommaso Franci: “Sono state poste le condizioni – sostiene in un comunicato – perché gli interventi di adeguamento non comportino una compromissione delle condizioni ambientali, e perché venga garantita la salute dei cittadini a partire dal rispetto dei limiti di legge previsti per l’inquinamento atmosferico ed acustico”.
Per quanto riguarda la sicurezza, infine, la Regione poneva il problema della vicinanza dell’autostrada che poteva provocare incidenti gravi, come successe il 30 luglio del ’97, quando un aereo in atterraggio sfondò le barriere e irruppe nella corsia autostradale. Fu solo un caso, o un miracolo, se l’unica vittima fu allora “soltanto” il comandante. La Regione e il Ministero dell’Ambiente quindi valuteranno la necessità o meno di costruire un tunnel che copra l’autostrada laddove confina con l’aeroporto.
Ma queste misure basteranno a eliminare tutti i rischi a cui sono esposti gli abitati circostanti, sia in termini di impatto ambientale che di sicurezza?
In ambiente istituzionale sembrano essere tutti d’accordo, dall’amministrazione locale di sinistra al governo nazionale di destra, se si escludono le isolate voci dei comitati cittadini e di alcune forze politiche: l’Amerigo Vespucci deve crescere e diventare un aeroporto degno della città che lo ospita. Ma la città, quella vera, quella che vive nei palazzoni o nelle casine dei quartieri popolari, non quella che viaggia sugli aerei ma quella che li vede e li sente passare, cosa ne pensa?

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