23 settembre 2018

Peretola, il parcheggio degli sprechi. Costò 22 miliardi, è sempre vuoto

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di Ernesto Ferrara, da Repubblica

400 posti auto deserti e cartelli divelti. Fu costruito da Firenze Mobilità, poi è andato ad Adf: “Ma non ci viene nessuno”

Quattrocento posti auto completamente deserti percorsi da rotoli di polvere come in un film western, marciapiedi e cartelli stradali divelti, centraline elettriche aperte con i fili strappati, la macchinetta dei ticket e le sbarre elettriche spente. Accanto, un´enorme struttura, anche questa desolatamente vuota, progettata da Fabrizio Rossi Prodi per diventare un centro incontri: 1.600 metri quadri di architettura severa e spigolosa, dentro scrivanie e sedie impolverate, tutt´intorno erbacce alte due metri. Ecco cosa resta del «parcheggio attrezzato di scambio» e del «meeting point» di Peretola. Due luoghi sconosciuti ai più eppure ben visibili dallo svincolo dell´autostrada. Costati oltre 22 miliardi delle vecchie lire (11 milioni di euro) arrivati in gran parte dai fondi del Giubileo, inaugurati nel 2000 (i lavori sono stati effettuati dalla società Baldassini Tognozzi Pontello) e da allora di fatto inutilizzati. Sempre vuoto il parcheggio – gestito da 3 anni da Adf, la spa dell´aeroporto – che doveva essere collegato con una passerella al Vespucci in modo tale da diventare funzionale ai passeggeri dello scalo e invece ancora oggi accessibile solo da via Palagio degli Spini. Deserto il centro incontri, pensato come spazio conferenze in occasione del Giubileo ma mai aperto, occupato da appartenenti al centro sociale Ex Emerson nel 2007, vandalizzato, alluvionato e quindi ripristinato con altri 500 mila euro da Firenze Parcheggi, la società che ne ha acquisito la proprietà dal Comune di Firenze nel 2004 e che ora, giudicandolo ormai un «bene non strumentale», ha messo all´asta (prezzo di partenza 4.100.000 euro, il bando è su www.fipark.it) o, se nessuno lo comprerà, in affitto (210 mila euro l´anno). «Un indegno spreco di denaro pubblico, è giusto che chi ha sbagliato ora paghi», tuonano gli esponenti Pdl che ieri hanno denunciato il caso, il neoeletto consigliere regionale Giovanni Donzelli, il consigliere comunale Marco Stella e le consigliere al Quartiere 5 Chiara Moretti e Michela Mannelli, pronti a consegnare le carte alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica.
Ma cosa c´è dietro? Perché si è speso quel fiume di denaro per due cattedrali nel deserto? Il parcheggio era stato inizialmente pensato per accogliere i bus turistici dei pellegrini che sarebbero arrivati in città per il Giubileo. Nell´ambito del project financing dei parcheggi con cui in città sono nate altre 4 strutture (tra cui i silos di Alberti e Fortezza) Firenze Mobilità realizzò poi gli altri 400 posti auto concessi in gestione prima a Firenze Parcheggi e poi ad Adf, la società che gestisce lo scalo fiorentino, che tuttora per quei 400 posti auto paga un affitto annuale. Né la rampa di collegamento con il parcheggio dell´aeroporto né la stazione ferroviaria metropolitana di Peretola, che avrebbero fatto del parcheggio di via Palagio degli Spini un vero park scambiatore, sono però mai state realizzate. Adf ammette il problema, spiega che lo tiene chiuso perché sarebbe un costo inutile aprirlo dal momento che non ci andrebbe comunque nessuno e riconosce, come dicono i residenti, che c´è anche un problema di ordine pubblico giacché di notte il parcheggio diviene teatro di spaccio, bivacchi, prostituzione. Cosa fare? Adf precisa pure che investirà sulle infrastrutture di collegamento (la passerella) non prima che le prospettive di sviluppo dello scalo siano chiarite. Sul centro incontri (arredi e tendaggi costarono 116 milioni di lire) pende pure un contenzioso legale con Adf: Fipark ne è proprietaria, Adf che lo aveva in carico non volle pagarne la ristrutturazione nel 2007 sostenendo che nessuna carta certificava la consegna dell´immobile. Ora finirà all´asta.
Il tribunale del riesame di Firenze ha concesso i domiciliari, per motivi di salute, all´imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicicelli, arrestato il 4 marzo nell´ambito dell´indagine sull´appalto per la scuola marescialli di Firenze, filone fiorentino dell´inchiesta sui grandi eventi. Domenica tutti gli altri arrestati dovrebbero essere liberi. Il 9 maggio infatti scadono i termini di custodia cautelare in carcere disposti dal gip di Perugia nei confronti di Diego Anemone, Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola. Al momento i pm non hanno chiesto alcuna proroga e non sembrano intenzionati a sollecitare un nuovo provvedimento restrittivo. Il 27 febbraio scorso il gip Paolo Micheli aveva indicato in tre mesi la durata della custodia cautelare in carcere per gli indagati. Un termine – è detto nel suo provvedimento – «a decorrere dalla data di esecuzione dell´ordinanza oggetto di rinnovazione, e perciò fino al 9 maggio 2010, salvi intenti interruttivi».

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