'Perchè un'istituzione deve dire no a Coca Cola'

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Caro direttore, tenterò di illustrare le semplici e sintetiche considerazioni che mi spingono a valutare che sia un errore la scelta del via libera al Concerto Coca Cola Live – Mtv, e a dichiarare il mio impegno, per quel che conta il mio parere e nel rispetto delle deleghe e delle competenze mie e di ciascun collega, affinché l’Ente Provincia non sponsorizzi, patrocini o avalli mai eventi di questo tipo. Il punto è che, secondo me, appare ormai sempre più irrimandabile, per la classe politica che governa anche a livello locale, iniziare sul serio a valutare le possibili partnership secondo principi di responsabilità globale. Un partner non vale l’altro, e la necessità di tirar su un po’ di fondi, o di ‘fare qualcosa’ purchessia, non è una motivazione sufficiente, anche se posso umanamente solidarizzare con chi, amministrando, si ritrova alle prese con budget minimali e con una politica duramente competitiva che ti impone di produrre eventi, ‘fare cose’, ‘esistere’. Ma ormai oggi le scelte locali non possono essere più scisse dalle considerazioni globali, anche perché sono sempre più numerosi i cittadini del mondo – e in una città come Firenze sede del forum sociale europeo questo è ancora più vero – che certe cose non le lasciano passare sotto silenzio, e che sono pronti ad evidenziare le contraddizioni di una classe politica che organizza San Rossore o si reca a Porto Alegre e poi produce eventi con una multinazionale fortemente sospettata di ledere i diritti umani, addirittura tacciata di collusione con gli squadroni della morte colombiani, certamente già incriminata per danni all’ambiente e alla salute, e comunque profondamente legata ad un’idea di globalizzazione consumistica, appiattente, che comprime le diversità e la creatività, sia nel campo alimentare, che le compete direttamente, sia, in questo caso, nel campo artistico musicale, alleandosi con le grandi major discografiche ispiratrici delle leggi liberticide contro lo scambio di musica via internet e produttrici di musica standardizzata per il consumo di massa. Anche dal punto di vista artistico e culturale, quindi, il fermento underground di artisti e creativi di Firenze, ma anche il giovane pubblico amico della musica di questa città, meriterebbe forse offerte di altro tipo. Non sempre è facile, certamente, anche nella vita quotidiana, evitare i rapporti col capitalismo predatorio e omologante che sempre di più sta mettendo a rischio le biodiversità culturali e ambientali in questo pianeta. Ma almeno nel momento di amministrare, anche noi semplici amministratori locali, dovremmo forse da ora in avanti cercare di fare qualche sforzo in più per dare qualche segnale di diversità, perlomeno nei casi in cui non è poi così difficile farlo. Personalmente sento questa esigenza in maniera abbastanza impellente: spero che così sia e sarà anche per molti altri che ricoprono ruoli simili al mio.
Mauro Romanelli – Assessore Provincia di Firenze

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