25 settembre 2018

Perché non traslocano a Karlsruhe? Ataf e Comune studiano come scavare Firenze

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di Riccardo Chiari, da il Manifesto

Dal puntuale ufficio stampa di Ataf arriva questa anticipazione: “Missione a Karlsruhe in Germania per il presidente di Ataf e Gest, Filippo Bonaccorsi, e i dirigenti del Comune di Firenze, Vincenzo Tartaglia e Giacomo Parenti. Scopo del viaggio, studiare il modello di sottoattraversamento urbano della linea tranviaria adottato nella città tedesca per il centro storico. Il cantiere della linea tranviaria sotterranea è stato inaugurato a Karlsruhe circa un mese fa e prevede l’interramento di tre chilometri di tracciato: una ipotesi analoga potrebbe essere valutata anche per Firenze, così da coniugare la salvaguardia del delicato tessuto urbanistico e monumentale del centro con un’offerta di trasporto pubblico forte ed efficiente. Karlsruhe e Firenze sono comparabili sotto il profilo della densità demografica e del modo di ‘usare’ la città, come evidenziato dagli studi sui flussi di traffico: nella città tedesca risiedono infatti circa 300mila persone, e 500mila abitano nell’area metropolitana adiacente. Oltre al cantiere per il sottoattraversamento, potrà essere studiato anche il tipo di convogli impiegati e alcuni aspetti gestionali del Tpl adottati a Karlsruhe. Nella città tedesca è un’unica società ad occuparsi della gestione del trasporto su gomma, tranviario e ferroviario, oltre che del sistema della sosta. Altro elemento di interesse è il tram-treno, sistema che permette alla tramvia di viaggiare sui binari ferroviari in alcune tratte. Un modello complessivo che si basa sulla coniugazione tra un sistema di trasporto pubblico locale forte e la salvaguardia della vivibilità del centro storico cittadino”. Così Ataf e Comune di Firenze, che proprio sembrano non capire, nell’ordine, le non trascurabili differenze fra il sottosuolo del centro di Firenze e quello di Karlsruhe; il dato di un tram fiorentino progettato – e già un minimo realizzato – per non andare sulle rotaie ferroviarie, perché la tramvia non è un treno; che la salvaguardia e la vivibilità del centro non sono certo messe in pericolo dalla tramvia; che il ‘delicato tessuto del centro’ è concetto caro a Bondi Bonaiuti e Sgarbi. Usque tandem…

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