Perché il progetto Tav è una truffa ai danni di tutti gli italiani

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di Maurizio Pagliassotti

Susa (To) – La strumentalizzazione politico-mediatica del movimento NoTav è incessante. L’ultima in ordine di tempo, ma grave perché a ridosso del pestaggio selvaggio del 17 febbario scorso da parte della polizia ai danni di una donna ed un ragazzo, è del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Ed è questa: «la protesta è sempre più fatta da professionisti della protesta e da pseudo anarco insurrezioanlisti». Il ritratto del movimento NoTav lo lasciamo a Loredana Bellone, sindaca a San Didero dal 2004, piccolo comune posizionato ai piedi delle montagne a dieci chilometri di Susa. Rieletta nel 2009, per dirla con i detrattori del movimento, è il prototipo dell’antagonista di Valle. Vita normale, lavoro normale. E un unico convincimento: il progetto Tav è una truffa ai danni non dei valsusisni ma di tutti gli italiani.

Da chi è composto il movimento NoTav?

Innanzitutto è bene parlare di numeri. Lo scorso venticinque gennaio quarantamila persone hanno marciato a Susa per dire “no” all’alta velocità. Di queste, trentacinquemila erano valususine. I restanti provenivano da Torino. Dire, come ha fatto il presidente della provincia di Torino Antonio Saitta, che si è trattato di un incontro degli antagonisti provenienti da tutta Italia non ha nessun fondamento. Il movimento è composto da gente semplice che ha voglia di partecipare alla costruzione del futuro e non alla sua distruzione. Ci sono molte persone anziane, nonni, zii, padri e madri di famiglia che organizzano assemblee proprio in queste ore per discutere di cosa sta accadendo. E’ un popolo che vuole aggregarsi per analizzare, per comprendere, per decidere se è il caso di opporsi anche duramente. Ieri sera alla fiaccolata eravamo in tremila. I numeri sono sempre questi.

Ma gli anarco insurrezionalisti?

C’è un gruppo di ragazzi che hanno l’orecchino e che magari mettono dei vestiti strani. Sono questi gli anarco insurrezionalisti? Sono questi gli estremisti? Basta così poco per dare comode etichette? Evidentemente serve raccontare questa storiella per dipingere una realtà che non esiste. E poi, anche se arrivassero degli esaltati verrebbero subito neutralizzati, come sempre è accaduto.

C’è chi sostiene che l’altra sera avete fatto una fitta sassaiola con lancio di bastoni e questo ha provocato la reazione delle forze dell’ordine.

L’altra sera non è successo un bel nulla! Sono state lanciate delle palle di neve e gavettoni contro soldati protetti da caschi e scudi. Possiamo testimoniarlo in centinaia. Ma la disinformazione regna sovrana. Due notti prima, nel solito corteo di fronte alla trivella, siamo stati accusati addirittura di aver lanciato chiodi. Eravamo quasi tutte donne scortate a vista e ovviamente nessuno ha tirato un bel nulla. Ma il giorno successivo abbiamo dovuto leggere questa ennesima gratuita accusa.

A che punto sono i sondaggi?

In Val Susa sono sospesi. Non si capisce se per ragioni elettorali oppure per far raffreddare glia animi dopo quanto è accaduto che, ripeto, è gravissimo. Due persone tranquille picchiate e mandate all’ospedale per quale ragione? Per una palla di neve? Per un gavettone d’acqua? Per qualche insulto? Per salvare questi inutili sondaggi eseguiti in luoghi assurdi: sotto i viadotti o dentro ex discariche dell’immondizia… Sondaggi sorvegliati da centinaia di soldati 24 ore al giorno che tutti i contribuenti pagano per difendere che cosa? Un progetto assurdo. Un’opera sicuramente utile per le lobby del tondino e del cemento, ma inutile per la Valle, dannosa ed economicamente insostenibile.

Come giudica le istituzioni che vi accusa di essere dei retrogradi, per non dire peggio?

Sono persone che non vengono mai in questo territorio, se non per una gita di piacere, a godersi un po’ di aria buona d’estate, o qualche discesa sulle piste innevate. E’ vero abbiamo ancora un po’ di verde che da ossigeno ai nostri polmoni come ci ha fatto notare il sindaco di Torino e vogliamo tutelarlo e salvaguardarlo. Non possiamo cementificare tutto, cerchiamo modelli di sviluppo alternativi.Noi la ferrovia ce l’abbiamo, potenziamola, rendiamola efficiente, inseriamo treni che diano delle risposte alle effettive esigenze dei pendolari. Questa è la vera necessità. Mettiamo a posto le stazioni rendiamole agibili questo darebbe lavoro già a molte persone. La loro paura è di essere sbugiardati dalla gente comune rispetto la reale utilità dell’opera. Sono persone arroganti e ciniche responsabili di questo distacco della cittadinanza dalla politica che, ormai, non è mai stata vista così male. Ci sentono, ma non ci ascoltano perché non ci vogliono sentire, questa è la verità.

Voi sindaci non siete più andati alle manifestazioni con le fasce tricolori… Nel 2005 eravate sempre in prima fila. E’ in corso una disgregazione sul fronte istituzionale?

Sindaci e amministratori sono sempre presenti nelle manifestazioni. Purtroppo molti miei colleghi non intendono più indossare la fascia tricolore per paura del commissariamento da parte del Governo. Spesso però siamo andati con cartelli di riconoscimento. Penso che inizieremo ad indossare fasce tricolori sul braccio anziché a tracolla. La nostra gente ci chiede di essere presenti questo, anche per essere un punto di riferimento. La presenza di istituzioni riconoscibili potrebbe essere utile anche per le forze dell’ordine quando la tensione sale. E poi a mio avviso è anche una responsabilità che dobbiamo assumerci come amministratori, quella di essere presenti in mezzo ai nostri cittadini, di cui godiamo la fiducia, per mediare e stemperare eventuali momenti critici e per evitare che succedano cose come l’altra sera.

[Fonte Liberazione]

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