23 settembre 2018

Per rabbia e per amore

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Si sono presentati in 200, ma non c’era posto per tutti. Ne hanno selezionati 58: vogliono diventare promotori del consumo critico, quindi si preparano a convincere il prossimo a spendere meno, a farsi un sacco di domande prima di acquistare qualcosa, a boicottare banche e aziende, insomma a complicarsi molto la vita. Questi 58 temerari si ritrovano alla casa del popolo di via Maccari all’Isolotto: otto lezioni di 5 ore l’una nell’arco di due mesi. Si fanno chiamare “consumattori” (www.consumattori.org). Eccone alcuni.
Valentina ha due lauree in economia. Cerca gli strumenti di comunicazione per sfondare il muro che si crea tra chi cerca un’alternativa e chi rifiuta di mettersi in discussione.
Donata fa l’architetto e si rende conto che guadagna in base a quanto i suoi clienti spendono. Una seria riflessione sulla sobrietà nei consumi ha un po’ scardinato le sue scelte di vita: spera di rimettere a posto il puzzle scompigliato delle sue certezze.
Luca si sta laureando in scienze politiche. Non accetta il luogo comune della fine della politica e sostiene che la politica sta piuttosto abbandonando le vecchie regole per ripristinare relazioni dirette con le persone.
Maria Laura è un’insegnante. Nei giorni precedenti a Genova era scettica ma l’informazione le ha aperto gli occhi. Al Social Forum europeo la visita di tutti quegli stand è stata per lei come una serie di schiaffi in faccia. La realtà superava di gran lunga gli strumenti a sua disposizione. Adesso non riesce a parlare d’altro ma la sua piccola ossessione le ha dato nuovi mezzi di comunicazione con i suoi ragazzi.
Alessio è un perito agrario e fa il giardiniere. Fin da piccolo ha boicottato il modello americaneggiante: odiava i cow boys.
Francesca lavora come educatrice in asili nido. Si è avvicinata alle analisi sulla globalizzazione dopo Seattle, per curiosità. Dopo Genova sente un senso di impotenza e di frustrazione, che riesce a gestire attraverso l’informarsi e il fare, fare, fare.
Marco è laureato in economia, ha fatto il pubblicitario. Occupandosi di giocattoli, si trovò a utilizzare lo slogan “collezionali tutti”, incitando i bambini a comprare giocattoli non più a fini educativi ma solo per il gusto di possederli. Cominciò la sua crisi di coscienza.
Gianni è un laureando in scienze forestali. Il risveglio è avvenuto durante l’esame di economia. Crede in un progetto di recupero degli ortaggi in via di estinzione.
Beatrice è un’insegnante di lettere in un liceo. Dopo tante esperienze di militanza (banchini, volantini, azioni dirette) ora vuole affrontare le tematiche teoriche.
Arianna ha frequentato il LabDem. Non aveva mai fatto prima attività sociali, adesso si occupa degli approvvigionamenti del corso e collabora con Alfredo, il cuoco. Sogna scarpe made in hypocrisy e macellai biologici.
Giacomo ha lavorato alla General Electrics molti anni fa, l’ha boicottata dal suo interno ed è stato tra i 260 primi cassaintegrati. Poi ha continuato per rabbia e vendetta. è al corso per via dell’Arianna, e cerca di farcela, ad avere a che fare con lei e con i suoi sogni.

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