Per la salsa, aggiungere uomini…

image_pdfimage_print

Fa freddo e piove forte domenica sera, eppure alle Piagge splende il sole dei Caraibi. Giuliano Nisi, professione maestro di ballo, piaggese di adozione, insegna i passi della salsa a un folto gruppo di abitanti del quartiere. Sono quasi tutte donne, saranno almeno una ventina, età media cinquanta anni, anche se non manca qualche giovanissimo. L’idea è venuta proprio a Giuliano, maestro di ballo da 7 anni e dj di musica latino americana in una radio e in un noto locale di Scandicci, dove insegna almeno a duecento allievi.

Giuliano vive alle Piagge da due anni e parlando con alcuni vicini decide di “dare una possibilità a tutti di imparare cose nuove e divertirsi, in un quartiere disagiato dove non c’è quasi niente”. E infatti il prezzo è più che politico: una lezione, un euro, che in realtà Giuliano non ha mai voluto: “Per me è un piacere passare quest’ora con voi” dice ai suoi alunni.

Nonostante sia praticamente gratuito, non c’è niente di improvvisato, da entrambe le parti c’è serietà e interesse. Il rischio al momento è che il corso si interrompa a causa della grande maggioranza di donne presenti: “Bisogna trovare più uomini, altrimenti non possiamo andare avanti, perché la salsa è un ballo di coppia e non si può imparare da soli!”

Intanto però la lezione procede. E se una sera, per via del temporale, salta la corrente e la musica non c’è, non importa, i passi base si possono imparare anche senza. Le donne e gli uomini si cimentano nei più difficili movimenti di bacino, impegnatissimi e divertiti. Giuliano è simpatico, coinvolgente, abituato a stare in mezzo alla gente e ad insegnare. In appena un’ora tutti si muovono a tempo, più o meno eleganti, ed hanno già imparato un paio di passi.
Non c’è competizione nè imbarazzo, malgrado non si tratti certo di un ballo tipico della piana fiorentina. “Noi balliamo il liscio – raccontano due signore presenti – ma vogliamo imparare anche la salsa”.
È anche questo un passo – un passo di danza – nella direzione della multiculturalità.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *