Peggio de “Il diavolo e l'acquasanta”

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Riceviamo e pubblichiamo

di Lucia Evangelisti

Due cose che non stanno insieme: sospendere una manifestazione, molto partecipata, in favore della libertà di stampa e il rispetto per la morte di sei soldati italiani a Kabul.

Ebbene, questo è successo sabato 19 settembre : un bel “contrordine compagni” sospende la manifestazione e butta a mare il duro lavoro organizzativo per trasportare a Piazza del Popolo le migliaia di persone – in minima parte giornalisti – stufe di sentir tuonare quotidianamente dalla tv politici con il disdegno arrogante di chi si ritiene vittima di un complotto al solo leggere sul giornale fatti e dichiarazioni che lo riguardano. Motivazione della sospensione: l’esigenza di rispettare il dolore delle famiglie.

Andiamo dunque a ricercare chi sono e che cosa fanno i soldati del contingente di pace in Afganistan. Sono per metà ISAF (International Security Assistance Force) e per metà polizia urbana. Svolgono principalmente attività di bonifica da ordigni esplosivi e chimici ma anche attività di carattere umanitario e sociale a favore della popolazione. Dovrebbero ad esempio difendere i civili dal terrorismo. Per questo atto terroristico sono morti 15 civili afgani e feriti oltre 50.

Dovrebbero vegliare sul buono svolgimento della vita quotidiana, ma durante le ultime votazioni pare che un milione e mezzo di voti siano stati falsificati. Non gli se ne fa una colpa, si cerca di misurare il grado di utilità che il contingente ha in Afganistan con la sua presenza. Indipendentemente dai numeri, l’organizzazione si basa su di un principio singolare: che basti pattugliare una zona – di cui ben poco si sa dal punto di vista usi e costumi – per ottenere che tutto fili liscio. Un po’ come pensare che se mandi un esercito in Sicilia, la Mafia smette di operare. E poi questi soldati, parà della Folgore, non sono come quei giovani americani che in un certo periodo volere o no venivano scaraventati a far la guerra in Vietnam. Questi sono dei volontari, qualcuno li chiama mercenari (anche se sono impegnati per il proprio paese). Chiunque si accorge che l’area di provenienza , il centro-sud, è carente di offerte di lavoro qualificato, ma se fai questa scelta, accetti in cambio di una buona paga, anche il rischio per contratto fin dall’inizio.

L’ipocrisia, da cui non si esime nell’occasione la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), è di gridare al massacro ogniqualvolta ci scappa il morto. Morto militare, perchè gli afgani non si contano.

Tornando alla stampa, il suo compito è o non è quello di sensibilizzare il pubblico attraverso informazione il più possibile esatta? La manifestazione mirava proprio ad impedire che vengano date letture distorte degli eventi, ad impedire un silenziatore alla stampa, la cui testimonianza più di tante commemorazioni può contribuire alla difesa della vita. Queste ovvietà proviamo a scriverle perchè quelli della FNSI non sembrano averci riflettuto abbastanza.

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