Pattuglia antidegrado sequestra coperte ai Rom, denuncia di EveryOne

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Riceviamo e pubblichiamo

La notte del 21 gennaio, nonostante le temperature rigide, una squadra che si presume addetta a “combattere il degrado” ha sottratto le coperte  ad alcune famiglie Rom che dormivano nei pressi della Santissima Annunziata.

Sono gli stessi Rom vittime del provvedimento ad averlo segnalato ad attivisti umanitari di Firenze. Ovviamente le famiglie private delle coperte sono cadute in uno stato di totale prostrazione di fronte a coloro che li spogliavano dell’unico riparo contro il gelo notturno, ma senza riuscire a impietosirli.

Alcuni dei Rom costretti a restare al freddo, tremanti e senza difese, soffrono di malattie respiratorie. “Mihai Copalea è in questo momento con me,” scrive un’operatrice umanitaria, “oggi è il suo compleanno e compie sedici anni. E’ lui ad occuparsi della scuola di alfabetizzazione”. In uno stato civile, in una città formata da istituzioni, autorità e cittadini di buon senso, se non umani, questa notizia solleverebbe indignazione e provvedimenti contro le persone che hanno derubato i Rom delle coperte. Ma cosa fare, a Firenze? Cosa fare in una città che vorremmo orgogliosa, solidale, europea, ma in cui non vi è più, da anni, ormai, assistenza per i bambini, le donne, i malati, se sono di una razza non gradita?

Cosa fare in una città che ha deciso di scegliere i propri interlocutori per “risolvere l’emergenza Rom”, rifiutando – come invece si fa in tutte le città dell’Unione fuori dall’Italia – il supporto e la consulenza degli Human Rights Defender, della Croce Rossa e dei progetti europei per l’integrazione e contro il razzismo? Cosa fare, di fronte alla crudeltà che colpisce i nuovi ebrei, in una persecuzione del nostro tempo i cui limiti sono nella spietatezza e nella disumanità?

Gruppo EveryOne

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