21 settembre 2018

Partiti responsabili della "stretta del credito" alle imprese. Finisca l'ipocrisia

image_pdfimage_print

di Ornella De Zordo della lista di cittadinanza perUnaltracittà

I dati presentati oggi da Unioncamere Toscana illustrano come l’accesso al credito sia critico per un’azienda toscana su tre. In particolare l’80% delle imprese indagate lamenta un calo del credito concesso dalle banche e il 77% segnala tassi di interesse passivi più elevati. La stretta del credito, il cosiddetto “credit crunch”, colpisce quindi sempre più il tessuto economico della Toscana.

La marcia delle vedove della crisi

In questo contesto appaiono quindi strumentali, quando non ridicole, le tante dichiarazioni degli amministratori locali, dei sindaci, della classe dirigente dei partiti che si sentono in dovere di tuonare strali contro le banche. Si dimenticano, questi ultimi, che ormai la quasi totalità delle banche è sotto la diretta influenza dei partiti. Sono i partiti, infatti, che nominano interi pezzi dei consigli di amministrazione delle maggiori banche italiane e ne indicano pertanto le strategie tra le quali spicca, ultimamente, proprio quella di incamerare centinaia di miliardi dalla BCE a tassi ridicoli per poi farli fruttare senza aprire i rubinetti del credito verso le imprese.

Qui in Toscana è superfluo ricordare come a causa delle nomine al Monte dei Paschi di Siena (che controlla oltre il 30% dell’economia regionale) sia in atto una guerra civile all’interno del Partito Democratico. Si ricordi inoltre come il Credito Cooperativo Fiorentino sia stato gestito dal parlamentare del Popolo della Libertà Denis Verdini, o come la quasi totalità delle fondazioni bancarie presenti sul territorio vedano i sindaci attivi nelle nomine che contano per la gestione dei finanziamenti delle fondazioni bancarie verso le realtà più vicine politicamente.

Sarebbe quindi utile per un dibattito pubblico più onesto, che i politici e gli amministratori pubblici facenti parte dell’attuale sistema dei partiti che ha devastato l’Italia avessero il buon gusto di tacere sulla “stretta del credito” che uccide tante imprese anche in Toscana e costringe sempre più spesso imprenditori e lavoratori a gesti estremi. Oppure, che agissero per far cessare questa situazione, visto che ne hanno tutti i mezzi.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *