24 settembre 2018

PARTECIPAZIONE DAL BASSO – Cambiare si può

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Cambiare si può, i cittadini hanno la reale possibilità di contare di più nei processi decisionali politico-amministrativi, l’esperienza di Porto Alegre è qui a dimostrarcelo con tutta la sua forza dirompente. Il nostro paese sta vivendo uno dei momenti più difficili rispetto alla partecipazione politica: la crisi dei partiti, la scarsa “affinità” fra le istituzioni e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini, il successo del berlusconismo ovvero dell’intreccio di posizioni populiste e demagogiche possono compromettere alla base le garanzie costituzionali alle quali siamo abituati e per le quali generazioni di italiani hanno combattuto. La sinistra ha il dovere di scuotersi e ritrovare il senso della partecipazione di tutti alla cosa pubblica.
Il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini sta aprendo la sua agenda rispetto a questi temi e quest’anno ha partecipato al World Social Forum di Porto Alegre. Inutile dire che ci aspettiamo l’apertura di un dialogo che possa innescare un percorso sperimentale per riavvicinare alla politica i cittadini e la società civile della nostra regione.
Ce lo aspettiamo anche a livello fiorentino, sebbene l’amministrazione comunale ci sembri stretta in un immobile progredire dove l’invenzione e la sperimentazione politica sono relegate ancora alla mera rappresentazione retorica. Leggete a questo proposito l’intervista a Mauro Giusti dell’Università di Firenze sul fallimento dei “contratti di quartiere” alle Piagge: è indicativa di un clima per niente costruttivo fra politici, funzionari comunali e cittadini.
Rispetto alla partecipazione democratica si è innescato sulle pagine fiorentine di Repubblica un dibattito egregiamente riassunto nel pezzo alle pagine 5 e 6 da Giovanni Allegretti: l’aspetto più eclatante è che gli studiosi della politica sono arrivati, chi più chi meno, alla conclusione che il percorso democratico instaurato dall’amministrazione con i cittadini sia frustrato per le più svariati motivi, non ultimo quello dei tavoli di concertazione “truccati” come li ha definiti la professoressa Donatella Della Porta in una nostra intervista radiofonica. Truccati perché su questi tavoli il peso dei poteri forti (industriali, commerciali, immobiliari) è prevalente sia su quello della politica che su quello dei cittadini, organizzati o meno.
E’ per questo che l’Altracittà dedica questo numero speciale alla partecipazione dal basso, raccontandovi quello che può essere possibile sperimentare perché già in atto altrove, naturalmente tenendo conto dell’originalità del nostro territorio, della sua storia, della sua tradizione.

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