24 settembre 2018

PARTECIPAZIONE DAL BASSO – 'Anch'io faccio Porto Alegre'

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Parliamo del bilancio partecipativo con Giovanni Allegretti dell’Università di Firenze, che da anni lavora in stretta collaborazione con la municipalità di Porto Alegre in Brasile, sede del World Social Forum, ma soprattutto città nella quale da 12 anni si sperimenta fattivamente questa strategia partecipativa dal basso.

Cos’è il Bilancio Partecipativo?
Il Bilancio Partecipativo è un processo decisionale che consiste in un’apertura della macchina statale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e la distribuzione degli investimenti pubblici. Si caratterizza come processo partecipativo di discussione sulle proposte di Bilancio (Municipale, Regionale, Circoscrizionale) che dura tutto l’anno fino a disegnare una proposta articolata di Bilancio per ogni anno di gestione successiva in base alle richieste della cittadinanza, e attraverso un processo di perfezionamento per gradi del documento discusso e partecipato, ma con un rigido scadenziario fissato per il compimento delle scelte.

Su quali risorse decidono i cittadini?
Oggi a Porto Alegre la popolazione discute il 100% delle spese di investimento in opere e servizi, che rappresenta una percentuale annualmente variabile tra il 15% e il 25% delle spese comunali. Questa ‘fetta’ aperta alla discussione è cresciuta nel tempo (era solo il 3% nel 1989 ed è aumentata grazie a importanti riforme fiscali locali e politiche nuove di tassazione dei suoli), continuando però a escludere quel tipo di spese (come quelle per la gestione corrente e il personale) che il Comune avoca a sé sia per la loro complessità e le loro implicazioni finanziarie e sindacali, sia per mantenere un ruolo propositivo e organizzativo/gestionale attivo. Col tempo, però, attraverso Commissioni miste divise in segmenti di 1/3 (popolazione civile, rappresentanti comunali ed esponenti di sindacati degli impiegati municipali), si è arrivati anche a proporre collettivamente misure di riduzione della spesa e assunzioni di nuovo personale.
In altre realtà urbane dove il Bilancio Partecipativo è praticato, la fetta di Bilancio messa in discussione varia tra il 50% e il 70% delle spese di investimento in opere e servizi, o si limita a settori specifici (ad esempio salute e servizi sociali) che godono di percentuali ‘bloccate’ di allocazione di risorse sul totale del Bilancio.

Chi lo promuove?
Nell’ambito dei loro poteri di consultazione della cittadinanza nella messa a punto delle politiche territoriali abbiamo diversi livelli di proposta: a livello Comunale il Sindaco e la Giunta; a livello Regionale la Giunta e il suo Presidente mentre a livello di Quartiere è compito del Presidente della Circoscrizione.

Come funziona?
Nell’ambito del Bilancio Partecipativo esistono due percorsi principali e paralleli di discussione e decisione allargata: le assemblee regionali, organizzate sulla base di una suddivisione della città per ambiti territoriali (16 per Porto Alegre), e quelle tematiche, sulla base di ambiti di dibattito a tema (5 per Porto Alegre: sviluppo economico e tassazione, circolazione e trasporti, salute e assistenza sociale, cultura, educazione e sport, organizzazione della città e sviluppo urbano e ambientale). Queste ultime hanno preso avvio nel 1994 e servono a coinvolgere nel dibattito cittadino parti di popolazione già organizzata su base associazionistica, sindacale o professionale ma anche per discutere di temi ‘strategici’ su base cittadina e per discutere di tematiche come la cultura, il tempo libero, lo sviluppo economico.
Gli ambiti territoriali di suddivisione e decentramento individuati nel territorio non seguono confini amministrativi ‘imposti dall’alto’ ma si sono articolati sulla base di libere discussione fra i cittadini, incentrandosi sul riconoscimento identitario e sul senso di appartenenza a questa o quella parte di città.

Sembra che il politico come lo intendiamo noi non serva più a niente…
Il Bilancio Partecipativo mescola momenti assembleari di democrazia diretta e momenti di democrazia rappresentativa in cui dei nuovi rappresentanti popolari eletti in assemblee plenarie per costituire il Consiglio Popolare di Bilancio discutono e approvano gli indirizzi di spesa della città (con relative localizzazioni degli interventi) che il Sindaco fa propri presentandoli poi al Consiglio Comunale, che per la legge brasiliana resta l’unico vero responsabile dell’approvazione del bilancio. Nelle Assemblee pubbliche del Bilancio Partecipativo, i rappresentanti del Comune hanno l’obbligo della presenza, ma non hanno diritto di voto, per garantire la salvaguardia dell’autonomia organizzativa e decisionale dei cittadini. Una delle maggiori responsabilità dell’Amministrazione poi è quella di garantire la rapida concretizzazione di tutte le opere richieste nel Bilancio Partecipativo, per evitare che la ‘delusione’ per la mancata realizzazione dei lavori decisi generi nuova sfiducia nei cittadini e quindi un calo della partecipazione alle assemblee.

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