Parte dalle Piagge il rap delle emozioni di Demian, Edoardo e dei "GEDA RomRap"

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di Cristiano Lucchi per l’Altracittà

Demian ed Edoardo hanno 13 anni e hanno il merito di aver portato l’hip hop alle Piagge. Hanno scritto alcune canzoni rap partendo direttamente dal vissuto della loro vita e come d’incanto sono entrati a far parte di una cultura musicale, oggi esplosa in tutto il mondo, che affonda le radici nelle comunità afro e latino americane dei sobborghi della New York anni Settanta. Canzoni nate per strada, per dare un’anima a quella quotidianità che altrimenti rischia di sfuggire, di non essere fermata, di scivolare via in giornate una uguale all’altra. Giornate molto simili a quelle passate alle Piagge, tra una panchina e il sellino di uno scooter, tra una scorribanda e l’altra con una voglia di vivere che qualcuno manco se l’immagina.

Ed è proprio l’anima ad uscire dalle parole dei “GEDA RomRap“, come hanno scelto di chiamarsi i due. Nella loro canzone intitolata “Tutte le mattine” se ne ha una prova, ecco le parole: “Tutte le mattine con lo stesso pensiero / vado avanti e poi mi perdo in un sentiero / tu devi stare ad ascoltarmi / solamente perchè tu devi amarmi / Sono qui ad ad aspettarti / quando tu tornerai proverò a riconquistarti / Quando tu ci sei io sono felice / quando non ci sei mi sento un imbecille / Tu mi manchi… / anche perchè ieri ho pianto / lo so che ho fatto uno sbaglio / ti prego amami.Hanno coraggio Edoardo e Demian a tirar fuori queste emozioni. Non è facile riconoscere di aver sbagliato, dichiararsi imbecilli e allo stesso tempo chiedere di essere amati. No, non è per niente facile. E le emozioni passano, sono contagiose. Ascoltare questa canzone permette di entrare in sintonia con la persona che hai accanto, perché siamo tutti fragili, anche se non vogliamo ammetterlo e ci nascondiamo dietro sorrisi di circostanza o truci maschere cariche di aggressività se non, peggio ancora, nell’indifferenza. I “GEDA RomRap” cercano invece di andare oltre, palesano con un ritmo trascinante un’umanità che può solo arricchire loro e chi li ascolta. Continua infatti la canzone: “Sei scappata dal mio cuore / senza dire parole / mi manca tutto di te / di chiamarti pure “amore” / La mia vita senza te / non è mica tanto facile / mi sveglio la mattina / con gli occhi pieni di lacrime / e sei capace solamente / di far soffrire tanta gente.”

Li ho ascoltati la prima volta poco prima di Natale quando Demian ed Edoardo hanno chiuso una serata al Centro sociale Il Pozzo dopo una cena organizzata dalla Comunità delle Piagge per scambiarsi gli auguri. Sono rimasto colpito dalla loro capacità di attrarre l’attenzione delle persone presenti. Hanno scherzato, giocato, prima di iniziare. Quasi una performance nella performance. Ma nel momento più caldo, quello dell’esibizione, dentro la sala è sceso il silenzio puro, tutti affascinati ed emozionati dalle loro capacità. E poi l’urlo dei loro primi fans, gli amici di tutti i giorni, che si sono stretti a loro, li hanno applauditi e li hanno incitati fino a quando tutti i presenti sono esplosi in un applauso mai così vero e sentito.

Quella sera hanno cantato anche una seconda canzone, che hanno scelto di chiamare “Ed eccomi alle Piagge“. “Ed eccomi alle Piagge / non sapevo cosa fare / allora mi sono messo a cazzeggiare / Vi parlerò di un fra’ / che non scappa da nessuno / che sta passando i cazzi / per parare agli altri il culo / ed è l’amico prezioso / che fa tutti per uno / lui è l’uno che fa per tre per qualcuno / Bruciore dentro al petto / cade il mio rispetto / sempre più legittimato / a premere il grilletto”. Canzone nel pieno stile gangsta. Ma che torna al punto. All’essenza che contraddistingue ogni uomo e ogni donna, il nostro spirito guida, e così anche in questo testo torna il coraggio di prima; posata la pistola si torna a fare i conti con il senso di smarrimento che contraddistingue le persone che lottano per andare avanti ma che sono certe di avere un’orizzonte davanti a sé e attendono tempi migliori: “Mi ritrovo da solo alle sette del mattino / io e il mio cuore da bambino / in mezzo a tutto questo casino / tutto quello che posso fare / è sdraiarmi nel prato / vicino ad un furgone abbandonato”. La canzone finisce con un pezzo rappato in lingua romané, la lingua che Demian ed Edoardo hanno la fortuna di conoscere sin dalla nascita. “A janava te ave cate e narobengo / vilo te pabare o Edoardo / ca penen se mangen te asciunen / tu mare vasta upre upre”.

Con questa recensione del “GEDA RomRap” non vogliamo scomodare i grandi nomi dell’hip hop italiano o mondiale: da Frankie HI-NRG MC agli Assalti Frontali, dagli Articolo 31 al Club Dogo o Fabri Fibra, per arrivare a 50 Cent, Tupac Shakur, Eminem fino al grande Jay Z. Certo è che Edoardo e Demian hanno davanti a loro una grande opportunità, quella di far crescere questa passione per la musica rap già ottimamente avviata. Hanno la possibilità affinarla, renderla sempre più capace di comunicare quello che hanno dentro. Alla passione uniscono, ripeto, la capacità di leggere le loro emozioni interne e il coraggio di metterle nero su bianco e condividerle con chi li ascolta. E’ raro oggi, per questo la loro passione merita di essere coltivata. E sono proprio loro i primi a doverlo fare. In bocca al lupo “GEDA RomRap”, aspettiamo le vostre prossime canzoni.

0 Comments

  1. Felicita Festini Cromer

    Cristiano ha scritto con grande passione e lo vorrei ringraziare. A Demian ed Edoardo vorrei augurare di inseguire il loro sogno con impegno, tirando fuori la parte migliore che in loro c’è, ma che a volte tengono ben nascosta in qualche anfratto! Il coraggio di esprimere le vostre emozioni vi fa onore! Un abbraccio forte. Felicita

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  2. leonardo

    grande gioia sarebbe vedere i nuovi assalti frontali per rendere speranza per lo meno cantata ad un mondo in decadenza

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