21 settembre 2018

Parole, parole, parole…

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Mercoledì 21 novembre alle 5 del mattino la polizia ha visitato il campo allestito dal Comune di Firenze in via Olmatello (sul retro del campo storico dell’Olmatello, tutte maggiorenni della ex-Jugoslavia, sono arrivate in Italia da dieci a venti anni fa, alcune addirittura sono nate nel nostro paese e non si sono mai mosse da qui. Le loro famiglie di appartenenza (Kristic e Krasnic) sono in Italia dallo stesso tempo, ma sono sempre rimaste fuori dalle sanatorie concesse dallo stato, perché sempre nell’ombra, non vivendo dentro i campi ‘ufficiali’ (Poderaccio e Olmatello), ma presso l’argine dell’Arno all’altezza della zona delle Piagge.
Nel novembre del 2000 le famiglie furono sgomberate senza resistenze, grazie alla promessa – del Sindaco Domenici, del Vicesindaco Cioni e degli assessori Monciatti e Billi – che allo spostamento sarebbe seguito un interessamento fattivo per la concessione di una sanatoria mirata (in deroga alla legge 40 del ’98), motivata dalla loro “storicità” (lunga permanenza sul territorio) e supportata dall’assenza di precedenti penali o amministrativi.
Dopo la concessione del permesso di soggiorno, con l’aiuto di associazioni del privato sociale (Arci, Caritas e Madonnina del Grappa), il Comune avrebbe dovuto studiare progetti di inserimento sociale che riguardassero la piena scolarizzazione dei bambini e il reperimento di lavoro e alloggio per gli adulti. Questi progetti di inserimento non sono mai partiti (ad eccezione dell’inserimento scolastico attuato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione e altri uffici comunali coinvolti dopo lo sgombero), perché non è mai stato concesso il permesso in deroga alla legge e perché il comune non è mai andato oltre le enunciazioni di principio, evitando di assumersi la responsabilità di questa anomalia presente sul territorio. Si sono svolte varie riunioni con le associazioni citate presso l’ufficio del Sindaco o presso gli assessorati, per convincerle a occuparsi di una “prima fase di emergenza assistenziale”.
A questi incontri erano presenti anche C.N.C.A. e l’associazione Il Muretto, pur non essendo titolari di progetti, poiché era stato pensato lo strumento di un tavolo permanente che unisse tutti i soggetti coinvolti.
Questa fase di “emergenza” è stata prorogata di mese in mese fino ad arrivare per alcuni a soluzioni trovate dalle associazioni (nuclei familiari affidati ad Arci e Caritas), per altri ad una sospensione prolungata dell’aspettativa. Sottolineiamo infine che il campo comunale visitato il 21 novembre dalla polizia è gestito da una cooperativa nata dalla Madonnina del Grappa (che gestisce anche l’Olmatello storico). Al danno si è aggiunta la beffa: la Nazione di giovedì 22 titolava sulla scoperta di un “campo clandestino”, popolato da arrivi di pochi giorni fa.
Maurizio Sarcoli

Sotto pressione
Sulla base dei fatti accaduti, l’Associazione Il Muretto e la Cooperativa Il Pozzo promuovono una campagna di pressione rivolta alle istituzioni, e chiedono al Sindaco di Firenze, al Vicesindaco, agli Assessori alle politiche del lavoro, immigrazione e politiche socio-sanitarie, che si impegnino realmente (assumendo un ruolo di garanti) per la soluzione della questione permessi di soggiorno e per l’inserimento sociale dei rom, e che chiariscano una volta per tutte che chi abita il campo comunale è presente a Firenze da oltre dieci anni e non è appena arrivato, come riportato da alcuni quotidiani che speculano sulle paure della gente.
Le realtà aderenti al Firenze Social Forum hanno già dato il proprio appoggio a questa iniziativa. Chiunque sia interessato a sostenere questa battaglia, può telefonare allo 055/373737 oppure scrivere a muretto@altracitta.org

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