10 dicembre 2018

Parole e musica contro l’isolamento

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Domenica 21 dicembre, in conclusione del Simposio Internazionale contro l’Isolamento carcerario, si esibiranno a Firenze gli Yorum, la nota band turca i cui membri sono stati più volte arrestati, torturati e censurati, per aver cantato una società senza sfruttamento, libera ed uguale. Una donna che faceva parte del gruppo è stata uccisa dalla polizia, altre due sono morte durante la Death Fast in prigione (lo sciopero della fame fino alla morte iniziato da alcuni prigionieri politici nel 1984). Questa forma estrema di protesta è stata adottata di nuovo nel 1996 – i morti allora furono dodici – e ancora nel 2000, quando si estese fuori dalle mura del carcere e vide la morte di 107 persone). Gli Yorum suoneranno insieme ad alcuni gruppi italiani alla Casa del Popolo di Grassina. Il concerto è solo l’atto conclusivo delle tre Giornate Internazionali contro l’Isolamento (19, 20 e 21 dicembre) che quest’anno saranno ospitate da Firenze, con un Simposio dedicato alle prigioni turche, in ricordo del massacro del dicembre del 2000. Il primo Simposio di questo tipo si è svolto l’anno scorso vicino a Rotterdam, in Olanda. Quest’anno a Firenze si discuterà del fatto che la pratica dell’Isolamento equivale alla tortura, e che quindi non può essere accettata da un punto di vista umano, medico, legale e politico. L’iniziativa ha ricevuto il supporto della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze, oltre alla collaborazione di gruppi della sinistra che da anni seguono con grande attenzione le vicende in Turchia.
Per informazioni e contatti: Paola Cecchi (W.I.L.P.F) 055/331501 347/1380980 ristori@tin.it

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