Parola di Tea

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Risale ormai all’autunno scorso un incontro degli abitanti delle Piagge con l’assessore alla casa e al patrimonio immobiliare Tea Albini. In quell’occasione l’assessore promise di realizzare a breve un centro sociale per giovani in via Lombardia, proprio di fronte al Pozzo: nelle sue intenzioni il progetto doveva rispondere al bisogno di punti di aggregazione e ai giovani stessi sarebbe stata affidata la programmazione delle attività. Albini parlò anche di partecipazione alla progettazione della struttura, che comunque sarebbe stata molto semplice, per permettere di usare il centro in vari modi: quattro mura e una o due stanze interne, con un grande spazio per feste ed eventi.
I tempi per chiarire e decidere assieme i vari aspetti (dall’utilizzo alla gestione) sono stati incredibilmente brevi… L’unica altra occasione programmata di partecipazione al progetto è stata una festa a cui è stata invitata tutta la popolazione, e soprattutto, ovviamente, i giovani del quartiere.
L’estate si avvicina, ma del centro sociale, o di altre occasioni di incontro e discussione, non si vedono tracce.
Dopo numerose telefonate a vuoto alla segreteria dell’assessore, finalmente tramite e-mail abbiamo avuto la risposta a queste domande:
A che punto sono le pratiche (progettazione esecutiva, affidamento dei lavori) della struttura annunciata?
Il progetto dello Spazio giovani polivalente è in una fase avanzata e possiamo dire che entro l’estate potrà essere organizzata la gara d’appalto per l’attribuzione dei lavori.
Ci saranno altri incontri per favorire la partecipazione alla gestione da parte della cittadinanza?
Per quanto riguarda la partecipazione dei giovani del quartiere alla progettazione, oltre che alla futura gestione, vorrei sottolineare come lo scorso ottobre sia stato organizzato un incontro in cui venivano date tutte le informazioni in modo assai dettagliato, con la presentazione del progetto di massima con supporti cartacei ed informatici. Questo incontro avrebbe potuto essere un’ottima occasione di confronto con la cittadinanza, le associazioni del quartiere e in particolare i giovani ma, nonostante il nostro sforzo a pubblicizzarlo con centinaia di lettere, la partecipazione è stata molto scarsa. Torneremo comunque a proporre incontri, sperando che l’esito sia più positivo, soprattutto per definire la gestione.
Le risposte dell’Assessore sono chiare ed esaurienti e di questo la ringraziamo. Ma vorremmo che almeno una volta si potesse parlare di vera partecipazione alle scelte che l’amministrazione comunale compie per la trasformazione del nostro quartiere: avendo partecipato di persona per due anni alle attività del laboratorio di quartiere (per i lavori ora avviati in via Liguria), devo constatare che, a parte il buon lavoro di progettazione fatto con il gruppo di architetti dell’Università di Firenze, non è stato dato nessun peso alle proposte degli abitanti; come allora, anche in questo caso ci vengono imposte scelte già fatte altrove, dal Comune e dal Quartiere. E allora, perché viene chiesto il nostro contributo? Per dare un’apparenza di partecipazione democratica a decisioni già prese?
Speriamo che almeno l’autogestione da parte dei ragazzi delle Piagge di questo centro sociale sia una promessa, per una volta, mantenuta.

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