Paperissima a Villore

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Dopo ponderata e sofferta decisione oggi si passa all’azione: Uosdina sarà sacrificata. Mi sento difeso dalla certezza che se uno è pronto a mangiare carne deve essere anche pronto ad uccidere l’animale che la offre. Prendo la papera dopo un forsennato inseguimento nel quale lei mette tutte le astuzie e le acrobazie possibili ed immaginabili per evitare la cattura. Lo scaltro animale sa probabilmente che la sua fine è arrivata e lotta con tutte le sue forze per non farsi prendere. Dopo averla catturata, con estrema cura e dolcezza mi accingo a portarla lontano dalle compagne, ignare della sorte che le sta per capitare.
Mi metto nella posizione richiesta dal sacrificio al fine di non far soffrire l’animale che passerà dalla gioia e la spensieratezza del correre e beccare nel giardino, al forno senza neanche accorgersene. Tutte è pronto un attimo e tutto sarà compiuto… Forse due attimi… Ancora qualche secondo e…
Mi avvicino ai miei compagni di avventura e chiedo lumi circa la salute della papera che ormai giace inerte nelle mie mani. Con estremo dolore ma anche con la fiera durezza dell’uomo che sa di aver fatto la cosa giusta aspetto le parole che porranno fine a questo episodio… “Guarda che è ancora viva!” Al che la papera si volta verso di me e fa quack quack.
Saranno i libri di storia ed epica che parleranno del coraggio con il quale affrontai questa dura prova e di come ne uscii, concedendo alfine alla papera di vivere ancora.

Mi accorsi subito che quegli umani stavano tramando qualcosa. Sorrisini, carezzine insomma un clima da candidato in campagna elettorale. Dopo pranzo mi si avvicina con un passo da orso, fischiettando e facendo l’indifferente.
Non ho dovuto neanche correre, bastava camminare intorno all’ortensia. Dopo un po’ visto che era in difficoltà mi sono fermata e mi sono lasciata prendere pensando che mi volessero far cavalcare al piccolo Andrea come sempre.
Invece mi hanno portato in casa.
“Stai buona, stai tranquilla…” poi è cominciato quel massaggino al collo e poi quelle paroline… insomma mi sono addormentata. Mi sono riscossa dal sonno quando ha smesso ma deve essere stato faticosissimo per lui perché era bianco come un cencio e tutto sudato. Allora mi sono girata e gli ho chiesto se andava tutto bene.
A quel punto non so giudicare bene la reazione mentre tutti intorno ridevano è diventato tutto rosso e mi ha lasciato andare balbettando qualcosa di incomprensibile. Ma chi li capisce questi umani.
Prossimamente proviamo con Al Cappone: se non riusciamo neanche con lui diventiamo tutti vegetariani.

Casale di Villore
tel. 055/8493013
villore@altracitta.org

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