Paoli, vicepresidente Agis: «La Casa del cinema? Un grande spreco di soldi»

image_pdfimage_print

«Fallimentare la politica regionale in materia di cinema e multiplex»
«Affitto troppo alto per l’Odeon e mancanza di un progetto culturale»

di Cristina Manetti

Tre multiplex in pochi anni – Vis Pathé a Campi Bisenzio, Uci a Firenze, Omnia Center a Prato Ovest, senza contare Novoli – e una Casa del cinema che non fa “sistema”, lontano dall’esperienza romana e da quella di altre città europee. La politica regionale cinematografica ha messo sotto scacco i piccoli esercenti e invece di agevolare la riapertura delle sale storiche ne ha tratto vantaggio. Basti pensare ai posti degli ormai chiusi cinema fiorentini Italia e Aldebaran dirottati quanto prima sul multiplex (ancora in stand-by) di Novoli per una “questione” di permessi.

Ricordiamo che i 1400 posti cumulativi servirono alla Regione per poter rilasciare il permesso del 29 gennaio 2008, il quale “legalizzò” una situazione di fatto: i lavori del cantiere di Novoli, anche senza permesso regionale erano infatti già in corso dal luglio precedente. Lo stesso permesso a causa del sequestro dell’area del multiplex è stato poi prorogato dal Tar di 100 giorni ed è ancora in vigore fino al 26 marzo. L’Immobiliare Novoli ha chiesto alla Regione un’ulteriore proroga. Ecco cosa ne pensa Maurizio Paoli, Presidente fiorentino e vicepresidente toscano ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Vicepresidente vicario toscano AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo).

Partiamo dai multiplex, come è stato possibile la vicinanza delle maxi-sale?
È stato possibile perché nella legge regionale che disciplina la materia, che contribuii a realizzare in alcuni aspetti, prevedeva due criteri fondamentali per il controllo dei permessi: il numero dei posti e le distanze. Alla legge era allegata una tabella in cui si fotografava la situazione dei posti in riferimento alla popolazione nelle province toscane. In quella del 2009 il totale posti era oltre gli 83.000 su un totale di popolazione di 3.677.048. Il dato è servito poi a calcolare i posti autorizzabili nelle varie province.

I posti dei cinema Italia e Aldebaran dirottati sul multiplex di Novoli sono stati necessari?
Certamente, perché la provincia di Firenze era satura e se quei cinema non fossero stati chiusi il multiplex non sarebbe stato autorizzabile.

E le distanze?
Le distanze c’erano, ma quella parte della legge venne successivamente abrogata.

Permettendo così la costruzione del cinema a Novoli.
Noi come Anec toscana presentammo un emendamento per il reinserimento dell’indicatore delle distanze minime tra strutture cinematografiche, per evitare i gravi squilibri sorti con la sua abrogazione.

Cosa che più volte aveva riconosciuto anche l’assessore alla cultura, turismo e commercio, Paolo Cocchi facendo un «mea culpa».
Si.

Ma poi?
Non sono mai state reinserite.

La legge è ancora in vigore?
Il Testo Unico approvato in Regione a marzo ne prevede l’abrogazione e non è chiaro cosa succeda in materia.

Dai multiplex alla Casa del cinema: cambia il soggetto, ma il fattore Regione rimane. Cosa ne pensa della seconda?
La partenza ha confermato tutti i dubbi che in molti avevano espresso.

Un esempio?
Non si percepisce una grande differenza da prima dell’inaugurazione della Casa del cinema. Solo che adesso l’Odeon funziona con i soldi pubblici.

Non ritiene quindi appropriato definire questa esperienza un progetto culturale?
Quale progetto culturale? Qui non c’è nessun progetto culturale. Non c’è nemmeno un direttore artistico come in tutti i progetti di questo genere. E se mai ci dovesse essere certamente dovrà essere scelto con un concorso pubblico e con i titoli adeguati.

Stefania Ippoliti è pagata per un incarico professionale che sembra aver voluto tamponare l’assenza di un direttore artistico…
Non è chiaro quale sia la sua funzione.

Come valuta i 400mila euro all’anno (300mila solo per l’affitto, ndr) che la Regione finanzia alla Casa del cinema almeno per tre anni?
Un’enormità. Uno spreco. Quali valutazioni sono state fatte per l’affitto? Vede, 300mila euro secondo quanto spiegato da Ippoliti sono state valutate in base alle potenzialità di quel luogo. Ma in una qualunque attività commerciale non si valutano le potenzialità, ma quanto al momento del contratto un luogo vale. Se poi si riesce a farlo fruttare di più siamo stati dei buoni imprenditori. È assurdo pagare una cosa più di quanto vale solo perché può produrre di più.

Un’ultima domanda. È capitato con il film «Lourdes», che l’Odeon proiettasse quella pellicola contemporaneamente a un cinema privato, sempre a Firenze: il Fiamma. Che ne pensa?
Ritengo sia grave, perché così diventa concorrenza sleale tra una struttura privata e una finanziata da soldi pubblici, quelli della Regione appunto.

Fonte Il Giornale della Toscana

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *