23 settembre 2018

Paoli: "Cosa sarebbe successo a Firenze senza Ornella De Zordo?"

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Maurizio Paoli, presidente fiorentino e vicepresidente regionale dell’associazione degli esercenti cinematografici (Anec). Dalla battaglia contro il Multiplex iniziata nel 2001, alla candidatura come capolista di “Per Unaltracittà”.

Perché questa scelta?

C’è l’esigenza che le persone, i gruppi, i comitati impegnati sulle varie questioni che riguardano la città, si riapproprino della gestione della cosa pubblica, che i politici hanno dimostrato di saper amministrare soltanto assecondando gli interessi dei poteri forti. Il Multiplex non è che un simbolo di questa mala politica, ma la mia candidatura punta a 360 gradi ad un’idea di città meno cementificata e più verde, vivibile e attenta ai bisogni comuni.

Come nasce l’idea di schierarsi con Ornella De Zordo?

Ornella ha fatto un lavoro stupendo in questi cinque anni, dando voce a molti cittadini che come me non si sentivano più rappresentati dai partiti. E’ da qui che si è costituita naturalmente “Per Unaltracittà”, una nuova forza formata da tante realtà nate in questi anni che condividono un’idea diversa di città, realmente alternativa alle politiche del Partito Democratico e realizzata sulla base di controproposte serie e realmente praticabili.

Cosa differenzia “Per Unaltracittà” dalle altre liste?

Non ci fidiamo di partiti, anche nella sinistra, che in questi anni si sono dimostrati pronti a votare assecondando gli interessi del momento senza tutelare il bene della collettività. Alcuni di questi poi hanno assunto posizioni completamente opposte sui grandi temi della città, dall’urbanistica, al sottoattraversamento della Tav, fino alla tranvia, e oggi si riuniscono soltanto per formare cartelli elettorali a sostegno di posizioni personalistiche, per cercare un posto al sole che niente ha a che fare con le esigenze dei cittadini.

Maurizio Paoli con le candidate Agati (Provincia) e De Zordo (Comune)
Maurizio Paoli con le candidate Agati (Provincia) e De Zordo (Comune)

Quali sono stati gli aspetti più negativi della politica dell’amministrazione Domenici?

 

 

Certamente mancato coinvolgimento dei cittadini, e in sostanza dello stesso Consiglio Comunale, nelle scelte di governo. E poi la gestione dell’urbanistica: pur non entrando nel merito delle inchieste della Magistratura che sono in corso e che hanno coinvolto pesantemente esponenti dell’Amministrazione e della maggioranza, è stato messo in luce come la città si sia piegata troppo spesso agli interessi speculativi privati piuttosto che difendere i diritti fondamentali dei cittadini. Infine non si può non spendere una parola sulle privatizzazioni ‘sciagurate’: basta citare l’acqua che da bene primario è diventato merce da utilizzare per fare profitti.

Cosa dovrebbe spingere un fiorentino a votare “Per Unaltracittà”?

Io mi sono chiesto: cosa sarebbe successo a Firenze se in Consiglio Comunale non ci fosse stata Ornella De Zordo, con la sua costante opera di controllo e di denuncia per l’etica e la trasparenza? Probabilmente la speculazione, la cementificazione selvaggia e il predominio dell’interesse di pochi avrebbe prevalso completamente. Ornella ha concretizzato un collegamento fra la città e il Consiglio Comunale, che ha permesso di evitare il disastro di Castello, l’approvazione di uno sciagurato piano strutturale, oltre che la realizzazione del Multiplex e del megacentro commerciale che avrebbe portato alla chiusura dei cinema di quartiere e dei negozi di vicinato, con la conseguente desertificazione di ampie zone della città dopo quella già avvenuta nel centro storico. Se i cittadini ci daranno fiducia potremo rafforzare queste istanze e condurre ancora con più vigore le tante battaglie già intraprese. Ci hanno accusato di essere un movimento del ‘non fare’: in realtà ‘fare in un modo diverso’ è possibile ed è diventato indispensabile per il bene comune.

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