13 novembre 2018

Pane nero senza permesso

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Un viaggio senza fermate, da Firenze alla Moldavia: più di duemila chilometri da percorrere per arrivare a destinazione. Sono giovani gli autisti che guidano i pulmini diretti all’est e non hanno molta voglia di parlare da quando, all’inizio del mese di aprile, con vari bliz, i vigili urbani di Firenze hanno provveduto a sequestrare, per una questione di permessi e di autorizzazioni mancanti, le merci trasportate. Curioso, ci siamo chiesti, questo “accanimento” burocratico. Pulmini che passano evidentemente con tutta tranquillità le frontiere europee, compresa quella con l’Austria, notoriamente una delle più severe e puntigliose di tutta Europa, ma che non riescono a partire da Firenze.
La domenica, da Piazza Artom e Piazza della Costituzione, i pulmini diretti in Ucrania e in Moldavia non ci sono più. Ma, grazie a Katia, giovane signora moldava che fa le pulizie, abbiamo “scoperto” che ci sono altri posti in città da cui i pulmini per la Moldavia partono ancora, trasportando quei pacchi che le donne moldave, che vivono e lavorano a Firenze, sigillano per le loro famiglie. Pacchi confezionati con amore, sicuramente. Perché chi li aspetta, sono quei figli lontani, quelle madri e padri che queste donne vedono solo qualche volta all’anno; qualche vestito, quelli che noi regaliamo perché non ci mettiamo più, e altre piccole cose: un po’ di cibo e qualche soldo. Questo è quello che si spedisce.
Un servizio importante, quindi, per chi vive lontano dal proprio paese e che permette anche di risparmiare rispetto alle spedizioni postali. Ma anche un sistema più efficiente visto che i pulmini raggiungono zone non sempre centrali del paese. Con questo mezzo, insomma, si è certi di far arrivare i pacchi a destinazione. E quando i pulmini tornano in Italia, portano altri pacchi con cose povere ma preziose, come, magari, il pane nero che, anche se ormai duro, ha pur sempre il sapore di casa tua.

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