23 settembre 2018

Palestina, una Giornata della memoria per ricordare un genocidio in corso

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Carola Del Buono per l’Altracittà

Si sono radunati muniti di striscioni e bandiere in piazza della Repubblica a Firenze, domenica 19 Gennaio, i membri di “Amicizia Italo-Palestinese” di Firenze. Il motivo di questo presidio ce lo spiega Mariano Mingarelli, da otto anni presidente dell’associazione: “Oggi è una giornata di memoria, abbiamo voluto istituirla proprio in questa data per connetterla all’operazione “Piombo Fuso”, la campagna militare che ha portato al genocidio degli abitanti della striscia di Gaza, e che continua tutt’ ora quest’orribile azione contro la popolazione palestinese”.

Secondo Mariano i tragici fatti, avvenuti a causa di quest’operazione nel 2008/2009, sono stati troppo in fretta dimenticati, nonostante il rapporto Goldstone preparato dalle Nazioni Unite, che riconosceva i crimini di guerra operati dall’esercito israeliano durante questo periodo.
Quello che vogliono Mariano Mingarelli e gli altri membri dell’associazione è ricordare alla popolazione mondiale che ciò che accade tutt’oggi in Palestina è gravissimo, e che i problemi non riguardano solo la striscia di Gaza.

Si parla di tutto questo? È la domanda che si pone Mariano, la cui risposta è chiaramente negativa. Secondo lui nessuno osa fare il minimo accenno su questa triste questione, la provincia, lo stato italiano, e nemmeno Giulio Terzi, il nostro ministro degli esteri, che ha recentemente dichiarato che “Israele è fondamentale per lo stato italiano” ma non ha detto una parola in favore del popolo palestinese.

Un altro fatto gravissimo che ci riporta Mariano è quello che riguarda un noto giornalista del Corriere della Sera, che avrebbe sostenuto che gli ultimi episodi violenti accaduti nella striscia di Gaza e raccontati dai giornali sono in realtà pura invenzione, e che le foto dei bambini palestinesi morti durante lo scoppio delle bombe sono dei falsi, poiché quelle immagini riprodurrebbero in realtà vittime del conflitto siriano.

“Questa grossa disinformazione denuncia la volontà di non voler rendere pubbliche certe informazioni, far conoscere tutto ciò è la nostra missione, per fare questo utilizziamo internet come mezzo, traduciamo anche articoli provenienti dai giornali israeliani e palestinesi direttamente in italiano”

A questo riguardo interviene anche Mahmud Said Hamad, architetto pistoiese di origine palestinese, da 33 anni nel nostro paese. Anche lui sostiene l’esistenza di questa totale disinformazione sui fatti tragici che colpiscono la sua nazione, dovuti anche al sostegno europeo allo stato di Israele.

“Nel mio paese i miei concittadini non vivono una vita normale, perché uno dei diritti fondamentali, quello cioè di vivere nella loro terra in pace, gli è tuttora negato. Noi chiediamo solo che si racconti la verità, ciò che i miei connazionali sono costretti a subire tutti i giorni”.

Mahmud si definisce un profugo, la sua famiglia è stata costretta a lasciare la Palestina, lui è nato in Giordania. A causa di queste vicende non ha mai visto il suo paese, ma mantiene ancora rapporti con amici e parenti rimasti lì.

“Anche l’Europa deve volere la pace, essa non è raggiungibile solamente tramite gli accordi tra Israele e Palestina. È necessario un loro intervento” prosegue Mahmud “ Anche la questione della creazione di due stati si è rivelata un fallimento, ciò che molti di noi desiderano è uno stato unico, dove poter convivere in pace tra israeliani e palestinesi, dove Gerusalemme, la città di riferimento per le tre più importanti religioni politeistiche mondiali, possa essere la nostra e la loro capitale”.

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