24 settembre 2018

Padroni del mondo

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“Ci si incontra sempre in queste occasioni …”. Scuote sconsolato la testa Angelo Baracca mentre saluta, con un sorriso amaro, Alberto L’Abate.
I relatori ci sono tutti e la saletta dell’ARCI in Via Maccari all’Isolotto, è quasi piena. L’incontro è promosso dal Comitato fiorentino “Fermiamo la guerra” e dal gruppo “BastaGuerra” del Forum Sociale di Firenze, per capire, discutere e approfondire le conseguenze terribili dell’attacco all’Iraq – la guerra preventiva, permanente ed infinita, i pericoli rappresentati dalle nuove armi di sterminio, l’alternativa non violenta alla logica della guerra.
Secondo Baracca – professore di Fisica all’università di Firenze – bisogna partire dal crollo dell’Unione Sovietica: “è da allora che le speranze di un mondo di pace e di un disarmo nucleare complessivo, sono state contraddette. (…) Al centro di questa guerra c’è il petrolio ed è già abbastanza chiaro che, dopo l’Iraq, l’obiettivo degli USA sarà l’Iran. Gli USA hanno deciso di violare manifestamente qualunque accordo internazionale: nel 1989 hanno bocciato la ratifica del trattato per la messa a bando definitiva dei test nucleari ed è evidente ormai che quel trattato non verrà mai ratificato. (…) Appena un anno fa, hanno stracciato il trattato ABM, che avrebbe impedito di dispiegare lo scudo antimissile, contrabbandato come una misura difensiva mentre fa parte a tutti gli effetti di uno schema offensivo globale per intervenire a tutto campo, in qualunque parte del globo, contro chiunque”. I “paladini della democrazia”, con la “scusa” dello scopo difensivo, producono armi chimiche e batteriologiche e rifiutano ogni tipo di ispezione e controllo; possiedono migliaia di testate nucleari (non sono i soli) e nei laboratori dell’Alaska hanno finanche messo a punto delle tecniche per modificare il clima (!). Fanno quello che vogliono, insomma “in barba ad ogni trattato, accordo, a chiunque e in qualunque termine per imporre il loro interesse e il loro dominio a livello mondiale”. Questa guerra è illegittima da tutti i punti di vista. L’ONU, così come la Costituzione Italiana, vieta il ricorso alla guerra se non per scopi puramente difensivi. Lo sottolinea più volte Umberto Allegretti, professore di Diritto Pubblico. Si tratta “di un’arbitraria equiparazione tra difesa e la cosiddetta difesa preventiva, senza neanche avere le prove della produzione di armi di distruzione di massa né tantomeno di una compromissione dell’Iraq con il terrorismo. Si possono usare mezzi controllati, circoscritti, di uso della forza, singole azioni mirate, soltanto se deliberate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a cui compete anche l’eventuale intervento”. È fuor di dubbio quindi che anche il Parlamento e il Governo italiano hanno violato la carta costituzionale coinvolgendo il Paese, se pur indirettamente, in azioni militari. Nelle nostre manifestazioni, aggiunge Allegretti, dobbiamo iniziare a chiedere le dimissioni di questo Governo come già l’Inghilterra sta facendo con Blair. E, a proposito di manifestazioni, L’Abate ricorda con emozione le recenti “prove” del movimento pacifista, ma non rinuncia all’autocritica: “la guerra, purtroppo, non siamo riusciti a fermarla. Il pacifismo, ormai si è reso conto che non basta lavorare sulla guerra (…) Bisogna cominciare a mettere in discussione l’attuale modello di sviluppo”. E conclude con le parole di Padre Alex Zanotelli: “si fa più politica quando si va in un supermercato e si comprano certe cose piuttosto che altre, che non quando si va a votare per un partito”.

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