Pace si dice anche 'Shalom'

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Ronit Dovrat, artista israeliana, impegnata da anni sul fronte pacifista, vive da quattro anni a Rignano, dove oltre a dipingere e scolpire, continua a tessere fili per sostenere la lotta di liberazione palestinese. Il 19 gennaio si svolgerà a Rignano una serata per la Palestina, con Ruba Saleh, Rania Hammad, pizza, film, dibattito e danze egiziane con l’associazione Fonun.
A quando risale il suo impegno pacifista?
Ho iniziato nel ’75, dopo i due anni di servizio militare – che in Israele è obbligatorio per uomini e donne – e con l’ascesa della destra al potere. Manifestazioni a Ramallah, lotte di solidarietà con i palestinesi contro gli insediamenti e l’aggressione israeliana.
Quanti sono i pacifisti in Isreale?
Purtroppo non arrivano al 10%. Eppure alla televisione israeliana vengono trasmessi anche documentari sulla situazione nei territori occupati. Proprio recentemente hanno mostrato un documentario su tre donne palestinesi che hanno perso il marito nell’ultima Intifada e che vivono con la loro prole in uno stesso condominio. I soldati israeliani si sono piazzati sul tetto del condominio e non risparmiano nessuna oscenità a queste donne: irrompono nelle scale, urinano davanti ai bambini… Tutto questo non scuote abbastanza, anche perché forte è il razzismo verso i palestinesi e gli arabi in generale. Per esempio, si usa la parola arabo in forma dispregiativa.
Quali sono i gruppi pacifisti, cosa chiedono?
Tutto il movimento pacifista israeliano è contro l’occupazione e l’insediamento dei coloni. Si chiede la pace e il ripristino della situazione antecedente al ’67. Nel movimento ci sono vari gruppi. Peace Now, che nell’82 dopo il massacro di Sabra e Chatila riuscì a mobilitare oltre 100 mila persone. Yesh gvul, che significa “C’è un limite”, è un gioco di parole, limite nel senso di frontiera e limite nel senso del comportamento. Questo gruppo appoggia i soldati che si rifiutano di prestare il servizio militare nei territori occupati. E’ un’esperienza illuminante. Molti giovani, educati al sionismo, quando si rendono conto della situazione nei territori occupati capiscono… Ta’ayoush, che significa collaborazione. E’ un’organizzazione che opera per fornire aiuti materiali ai palestinesi. Un altro gruppo molto forte è Gush Shalom (Blocco di pace), che lavora soprattutto per fare informazione. Le Donne in nero, tra le associazioni più note, e altri gruppi ancora…
Ci sono rapporti tra i pacifisti e le organizzazioni palestinesi?
Ci sono forme di collaborazione. Ad esempio l’Associazione per i diritti dell’uomo è un’organizzazione che offre consulenza legale, sono avvocati israeliani che difendono i palestinesi. C’è poi un gruppo di genitori palestinesi e israeliani che hanno perso i figli nel corso del conflitto, che tutte le settimane portano delle bare in Piazza Rabin a Tel Aviv. E’ un’azione molto forte.
Quali sono le differenze tra destra e laburisti sulla questione palestinese?
Poche. I laburisti hanno finanziato la maggior parte degli insediamenti. Barak stanziò 500 milioni di dollari! Poi ci sono “quelli che sparano e poi piangono” – così li chiamiamo -, per esempio Yehoshua, che qui in Italia va tanto di moda, ma non vi sbagliate…
Cosa pensa dell’Intifada e di Arafat?
L’Intifada è una lotta giusta e Sharon è il principale alleato di Hamas. Il popolo palestinese è molto solo. E’ necessaria una mediazione europea.

Cronologia dal pacifico 1900 agli accordi di pace del 1993
1900 In Palestina risiedono circa 50/60.000 ebrei ed oltre 700.000 arabi. La loro convivenza è pacifica.
1922 La Società delle Nazioni conferisce alla Gran Bretagna il mandato sui territori ex-turchi di Palestina e Transgiordania.
1940 Fondazione delle organizzazioni paramilitari sioniste Irgun Zwai Leumi e Haganah. Con la cosiddetta “Banda Stern” le organizzazioni sioniste si danno al terrorismo: attentato alla motonave “Patria” carica di immigrati clandestini ebrei: 252 morti. Attacco di commandos sionisti al villaggio di Deir Yassim: 245 vittime tra i civili palestinesi.
1942/44 Si intensifica l’attività terroristica sionista.
1947 L’ONU decreta la spartizione della Palestina fra uno stato ebraico ed uno palestinese.
1948 I° guerra arabo-israeliana.
1950 Il parlamento israeliano promulga la “legge del ritorno”: qualsiasi ebreo che ne faccia richiesta può ottenere la cittadinanza israeliana pur mantenendo il passaporto del paese di origine.
1956 II° guerra arabo-israeliana.
1957 Nasce Al Fatah (sigla del movimento nazionale palestinese).
1964 Nasce l’OLP (organizzazione per la liberazione della Palestina).
1965 Vertice arabo a Casablanca: inizia la guerriglia dell’OLP.
1967(5-10/6) III° guerra arabo-israeliana (dei Sei giorni): Israele attacca Egitto, Siria e Giordania. Occupati il Sinai, le alture del Golan, la striscia di Gaza e la West Bank.
(28/6) Israele annette Gerusalemme e la proclama capitale dello stato.
(22/11) Risoluzione 242 dell’ONU che impone la restituzione dei territori occupati durante la guerra dei Sei giorni.
1970 Piano di pace proposto dal sottosegretario di stato USA Rogers: prevedeva il ritiro di Israele e il riconoscimento da parte dei paesi arabi.
1974 L’OLP viene ammesso come osservatore all’ONU. Risoluzione 339 che riconosce il diritto palestinese all’autodeterminazione.
1977 Begin leader della destra Likud ed ex capo del gruppo terrorista dell’Irgun vince le elezioni e diventa primo ministro.
1978 Accordi di Camp David: Israele restituisce il Sinai all’Egitto.
1982 Israele invade il Libano per “colpire le basi dei Fedayn”.
(16-18/9) Truppe falangiste filoisraeliane, sotto gli occhi delle truppe sioniste guidate dal noto criminale Sharon, entrano nei campi profughi di Sabra e Chatila: 3000 morti.
1988 L’ONU condanna la repressione israeliana nei territori occupati. Il Consiglio nazionale palestinese riconosce Israele e proclama lo Stato indipendente di Palestina. Il governo israeliano approva nuovi insediamenti nei territori occupati, rifiuta il riconoscimento dello stato palestinese e ogni dialogo con l’OLP.
1989 Misure eccezionali di repressione dell’Intifada.
1993 Accordo di pace.

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