Pacche sulle spalle e larghe intese. Ecco chi c'è dietro gli “alberi che ti abbracciano”

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di regista teatrale e operatore culturale fiorentino, per l’Altracittà

Passando oggi sui Viali di Firenze, ma non solo, si potevano vedere attaccati agli alberi dei grossi cartelli bianchi con delle manine di cartone che spuntavano dai lati. Al primo approccio davano la sensazione di una protesta improvvisata da qualche gruppo di poveri ragazzi, senza arte né fantasia.

Avvicinandosi, invece, si coglieva una singola scritta declinata in molte lingue: “Abbracci gratis“. Non essendo accompagnati da nessun essere umano che stesse lì a mettere in pratica il messaggio, come abbiamo visto fare in altre città, ovvero abbracciare fisicamente il passante, trasmettevano un notevole sentimento di tristezza, acuita dal fatto che transitavano solo persone indifferenti e automobilisti come sempre nervosi per il traffico. La speranza era dunque quella di veder rimossi dai vigili al più presto quei mogi e antiestetici cartelli.

Ma poi un articolo di Repubblica Firenze ci ha svelato l’arcano: “Giornata mondiale dell’ambiente a Firenze abbracci agli alberi in tutte le lingue. È una campagna di ‘guerrilla organizzata’, in collaborazione con l’assessorato del Comune all’Ambiente, organizzata da Treedom, una società fiorentina che si occupa di promuovere progetti di riforestazione nel Sud del mondo. Il progetto rientra nelle iniziative collaterali che la Treedom ha creato in avvicinamento a Repubblica delle Idee.” Ah eccoci, con la Repubblica delle Idee!

Avviamo pazientemente una ricerca sulla miracolosa rete internet e iniziamo con l’aprire la pagina di Treedom, gli organizzatori di questo evento. La pagina del chi siamo è di una vaghezza sconcertante, quindi andiamo ai partner: “La Regione Toscana e il Comune di Firenze hanno sostenuto il progetto di Treedom nelle fasi iniziali del suo sviluppo”. Cioè? Fino a quando? Che tempi avete?

Scorrendo più in basso ci sono i veri e propri partner. Proviamo a seguirne solo un paio su una mezza dozzina. “Treedom è socio del Florence Convention Bureau”. Entriamo nel loro sito, alla pagina dell’organigramma scopriamo che il presidente è il signor Vasco Galgani. Non conoscendolo continuiamo a navigare, questa volta su Google, e arriviamo al libro pubblicato dall’Unità nel 1993 “La Toscana delle Logge”, dove il Galgani risulta iscritto nella loggia massonica “Fidelitas”.

Proseguiamo con un altro partner: “Treedom partecipa a VeDrò, un think net nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili, per il nostro Paese”. Scopriamo così che Vedrò è l’associazione fondata e presieduta da Enrico Letta e ha per sponsor società ecologiche come Enel, Eni, Autostrade per l’Italia e del cui network fanno parte Angelino Alfano, Mara Carfagna, Andrea Orlando, Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi, Giovanna Melandri, Renata Polverini, Debora Serracchiani, molti altri, e anche, non poteva mancare, Matteo Renzi.

Possiamo gettare l’ancora, e fermare la navigazione. Abbiamo una Repubblica delle Idee con larghe intese e facili finanziamenti. Per chi voglia fare veramente Cultura a Firenze, invece, quella con la C maiuscola, neanche un bell’abbraccio gratis: una bella pacca sulle spalle è più che sufficiente.

* Daniele Lamuraglia, da 15 anni regista teatrale, ha fondato la compagnia Teatro del Legame realizzando spettacoli ed eventi patrocinati dalla Regione Toscana e il Comune di Firenze. Ha collaborato con intellettuali e artisti quali Antonio Tabucchi, Alessandro Serpieri, Angela Torriani Evangelisti. Il suo primo film Firenze 17 Luglio ‘44 ottiene ottimi giudizi di critica e di pubblico. Fra gli spettacoli teatrali ricordiamo Cristo Gitano, SMS Shakespeare Message System, Chisciotte.

0 Comments

  1. Silvano Ghisolfi

    Io, nel mio piccolo, ho cercato stamattina di "usare" la campagna "abbracci gratis" come meglio mi pareva (vedi post sul mio profilo), e spero che anche altri l'abbiano fatto o lo faranno: comunque grazie per le informazioni, e sempre meglio conoscere le fonti!

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  2. Marco

    Conosco i ragazzi di treedom e sono una delle realtà fiorentine più belle! Tutti ragazzi giovani che fanno un gran lavoro. Per fare una campagna di guerrilla era ovvio che dovevano essere autorizzati dal Comune, ma da qui a sostenere “pacche sulle spalle e larghe intese” c’è un abisso. Forse dovreste informarvi meglio prima di scrivere. Un caro saluto,

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  3. Haritz Potature Abbattimenti Alberi

    Condivido l'articolo.
    Faccio l'arboricoltore più per passione prima che per guadagno. Mi fa rabbia vedere gli alberi dei viali, che ad ogni intervento di potatura eseguito dalle ditte del comune vengono martoriati con tagli fatti a caso che li rendono pericolosi ed inguardabili. Se avessero avuto le mani avrebbero preso a schiaffi chi li voleva abbracciare…

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  4. Barbabianca

    La quotidiana esperienza di una politica corrotta, di una società egoista e profittatrice, di ipocriti intrallazatori ecc ecc ….purtroppo ricopre cuore e mente di grigio viscido livore. “Chi c’è dietro….” già tradisce il sospetto cronicizzato, il ghigno cinico di chi vuol prendere le distanze per non essere coinvolto…….e forse è tutto vero…….. ma…….. e se avessimo davvero bisogno di un abbraccio? tutti, critci e criticati?

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  5. Antonio Bianchi

    Che ci siano dietro Enel ed Eni è ovvio: treedom si interessa di realizzare piantagioni arboree a compensazione delle emissioni di CO2: le imprese più bisognose di compensare sono proprio i giganti energetici

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    1. Antonio Bianchi

      Ho ritirato il kit in Pazza San Firenze: treedom mi ha regalato una pianta di cacao del progetto IRAD. Dalla lettura dell'informativa capisco che si tratta di un progetto di sviluppo rurale basato sull'arboricoltura da frutto, per contribuire all'autosufficienza alimentare del Camerun. L'immagine googlemap, evidentemente ripresa prima dell'intervento, mostra una densa foresta. Confrontandola con le foto a terra, capisco che è stata deboscata per far posto a una piantagione di cacao, che costituisce una caduta qualitativa della biodiversità (es. assenza di sottobosco), né si aumenterà l'assorbimento di CO2, anzi…
      Come si può dunque conteggiare l'intervento ai fini della compensazione delle emissioni?

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  6. Ferdi Adorno

    continuando a curiosare sul sito di FCB, a proposito di Repubblica delle Idee:
    "Firenze Convention Bureau ha avuto un ruolo importante nell'organizzazione dell'evento, agendo da mediatore tra Repubblica delle Idee e strutture alberghiere, gestendo completamente l'allotment ed i contratti con gli hotel. Inoltre ha facilitato l'incontro tra Repubblica e Treedom, socio di FCB, permettendo la realizzazione di tutte le iniziative green legate all'evento."

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  7. Giacomo Uberti

    Tralasciando il taglio per nulla giornalistico dell'articolo trasudante di campanilismo politico a tutti i costi e superficiali tentativi di anticonformismo trovo che se non si conoscono i meccanismi del guerrilla marketing (che nasce e si contraddistingue proprio per la semplicità ed il ridotto investimento economico) sarebbe preferibile tralasciare anche considerazioni per nulla fondate. Operazioni di compensazione delle emissioni di CO2 sono ampiamente diffuse in tutto il pianeta e prassi ordinaria per società multinazionali (che spesso hanno quote distribuite ad esponenti del mondo politico, del resto pochi altri potrebbero permettersi l'acquisto di un numero considerevole di azioni). Non vedo nulla di male nel desiderio di compensare il proprio impatto ambientale con operazioni di questo tipo, l'alternativa potrebbe essere rinunciare all'energia elettrica… il signor Lamuraglia vuole essere il primo a premere OFF sull'interruttore?

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    1. Antonio Bianchi

      Ho ritirato il kit in Pazza San Firenze: treedom mi ha regalato una pianta di cacao del progetto IRAD. Dalla lettura dell'informativa capisco che si tratta di un progetto di sviluppo rurale basato sull'arboricoltura da frutto, per contribuire all'autosufficienza alimentare del Camerun. L'immagine googlemap, evidentemente ripresa prima dell'intervento, mostra una densa foresta. Confrontandola con le foto a terra, capisco che è stata deboscata per far posto a una piantagione di cacao, che costituisce una caduta qualitativa della biodiversità (es. assenza di sottobosco), né si aumenterà l'assorbimento di CO2, anzi…
      Come si può dunque conteggiare l'intervento ai fini della compensazione delle emissioni?

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