Orti in città: non solo verdura

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Un grande parco con tanti orti sulle colline di Careggi. è questo il progetto con cui Stefania Bulli si è aggiudicata il Premio Odoardo Reali per tesi di laurea in architettura, consegnato lo scorso 30 maggio al Centro Sociale Il Pozzo. Il premio, voluto da famiglia e colleghi per ricordare la figura dell’architetto Reali, scomparso prematuramente e profondamente legato alla Comunità delle Piagge, intende valorizzare quegli studi che si concentrano sul tema della marginalità, e che propongono soluzioni creative ed originali.
Nel suo lavoro Stefania Bulli è partita dall’analisi di un rapporto cittadino-natura ormai quasi scomparso, che riemerge in quei tentativi di riappropriazione del territorio urbano che sono gli orti in città. A Firenze esistono quelli ‘sociali’, concessi dai quartieri agli anziani, e quelli ‘occupati’, situati in aree di risulta lungo i binari o lungo gli argini, ma in entrambi i casi si tratta di esperienze che non danno un grande contributo alla città, essendo fruibili solo dagli orticoltori e dai loro familiari.
Del tutto diversa la proposta premiata: “Ho pensato ad un ‘parco orticolo’ in un grande terreno a Quarto – ci spiega Stefania, dove convivano orti didattici, orti interculturali e intergenerazionali, orti per ortoterapia (utile a persone con disagio psichico o disabili), percorsi sensoriali e anche spazi verdi liberi”. Quindi non uno spazio recintato e chiuso a chiave riservato a pochi, ma un parco aperto alla cittadinanza. Con un altro vantaggio: “Concedendo il terreno in gestione ad un’associazione, anche solo per un periodo limitato, il Comune avrebbe in cambio la cura degli spazi verdi a costo zero”.
Stefania aveva a suo tempo parlato del progetto con il Quartiere 5, che adesso, a dispetto di un’iniziale perplessità, ha annunciato di voler realizzare davvero degli orti in quell’area, ma ancora una volta con la modalità un po’ limitante dei soli orti per anziani. Tuttavia, nel corso della premiazione, Tommaso Grassi, presidente della Commissione Politiche Giovanili intervenuto in rappresentanza del Quartiere, si è impegnato per coinvolgere Stefania nella progettazione di quest’area, visto l’ottimo lavoro già svolto. C’è dunque forse ancora spazio per una realizzazione più coraggiosa e interessante per Firenze.

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