13 dicembre 2018

OPG di Montelupo, molta sorveglianza ma poca sanità

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di Anna Tapia Lopez

Sovraffollato, incredibilmente sporco e con spaventose condizioni sanitarie. Questa è la realtà dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg) di Montelupo Fiorentino, che è stato visitato dalla candidata alle elezioni europee per la lista Bonino-Pannella, Giulia Simi, e dalla psicologa Luiza
Tarcuta. Consapevole delle carenze degli Opg, il partito Radicale ha depositato in Parlamento  una proposta dal disegno di legge, “Il Detenuto Ignoto” per prospettare e realizzare soluzioni.
Con una struttura concepita per 110 persone, a marzo e aprile è stato toccato il picco di 196 detenuti e oggi sono 184. Questo nonostante lo sfollamento di una decina – trasferiti ad altri Opg – e la chiusura di alcune celle della sezione Torre, le più fatiscenti di tutta la struttura. Le celle ancora occupate dovrebbero essere per tre persone, ma ne ospitano sei, oppure due in quelle costruite per essere singole. Sostituti dei manicomi criminali dagli anni ‘70, attualmente gli Opg aperti in Italia sono sei ed ospitano più di un migliaio di detenuti in centri dove si confondono le funzioni di un ospedale con quelle di un carcere. Nel frattempo i detenuti di questi istituti sono passati in meno di un anno da 1.200 a 1.600.
Una ordinanza del Comune di Montelupo fiorentino, contro cui ha fatto ricorso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), chiedeva la chiusura della sezione La Torre e della farmacia, e di non superare i 169 internati nonché di pulire e tinteggiare celle e spazi comuni. Misure in parte avviate, ma i contrasti tra Dap e Asl sottolineano la contraddizione della doppia funzione di un ospedale psichiatrico giudiziario, che dovrebbe essere insieme carcere e luogo di cura.
Un altro esempio di contraddizione è che quando l’Azienda Sanitaria Locale (Asl) ha chiesto di non inviare più detenuti, e non superare la cifra di 169, oltre la quale non può essere garantito un livello minimo di assistenza sanitaria, il Dap ha ignorato la richiesta e quotidiani sono i nuovi ingressi.
Il confronto tra ospedale e carcere diventa evidente esaminando i dati. L’assistenza sanitaria e’ garantita per ciascun reparto dalle 9 alle 18 con 1 o 2 psichiatri, 1 o 2 infermieri, 1 medico generico; il sabato pomeriggio e la domenica non ci sono psichiatri. Durante la notte, per tutta la struttura, c’e’ solo un medico di guardia e un infermiere. Invece, gli agenti di sicurezza in forza effettiva sono 89 e di notte ci sono 6 agenti per tutta la struttura – 1 per reparto, 1 in portineria e 1 mobile – . Soprattutto, la polizia penitenziaria incaricata della sorveglianza degli Opg, non ha avuto alcuna specifica preparazione per questo tipo di detenuti, né è preparata psicologicamente a convivere con malati mentali.

Oltre alla proposta di legge, il partito Radicale chiede anche alle regioni che, come la Toscana, ospitano Opg di lavorare per il passaggio di queste strutture dalla medicina penitenziaria alla sanità e, nel caso di Montelupo, di riorganizzare un servizio territoriale e di cura per persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria e non di sorveglianza da parte degli agenti penitenziari.

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