19 novembre 2018

Omofobia. Renzi apre Palazzo Vecchio ai gruppi contro i diritti civili

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un’espressione della destra clericale che contesta la legge contro l’omo-transfobia. «Partendo da un sentimento di amore per ogni persona», Manif Pour Tous vuole potere continuare a discriminare gay, lesbiche, bisessuali, trans* ed intersessuali, smerciare odio sociale a basso costo e avvelenare gli animi arrivando a dipingendoci come soggetti pericolosi. Partendo dall’amore, insomma, arrivano direttamente a spacciare paura.

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In condizioni ottimali, di piena tutela dei diritti e di eguaglianza tra persone, uno Stato non solo negherebbe le proprie sedi istituzionali per iniziative come questa, ma difenderebbe i propri cittadini dai discorsi di odio e dai fiumi di violenza verbale che si riversano quotidianamente contro lesbiche, gay, bisessuali, trans* e intersessuali. Invece, mentre noi lavoriamo ogni giorno nelle scuole per prevenire violenza e bullismo, Manif Pour Tous si attrezza per impedirci di prendere parola. Mentre cerchiamo di essere cittadine e cittadini a pieno titolo, con pari diritti, Manif Pour Tous pretende che continuiamo ad essere cittadini a metà. Mentre noi stiamo a contare i nostri morti uccisi dall’odio e dalla violenza, Manif Pour Tous fa bella mostra di sé in un salone rinascimentale.

Inoltre, l’iniziativa di Firenze si affianca a un’iniziativa simile a Roma e segue quelle di Verona, Brescia e Perugia dello scorso autunno. Si inserisce, inoltre, in un percorso quasi intimidatorio che contesta la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), approvate dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Per di più, gode di numerosi appoggi politici, come dimostra la presenza di rappresentanti del Governo quali il ministro Quagliarello e il sottosegretario Toccafondi. Chiediamo al Comune di Firenze di astenersi dal concedere una sala di alto valore simbolico come il Salone dei Cinquecento o il Salone dei Ducento.
Per questo, domenica, non staremo a guardare, a lasciare che passi anche questa, nell’indifferenza generale. Vogliamo sapere da che parte sta il Comune di Firenze? Da che parte sta il Sindaco di Firenze e Segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi?

Il Movimento LGBTI* della Toscana – fatto di associazioni, gruppi informali e singol* attivist*– non rimarrà in silenzio e promuoverà una contromobilitazione. Riteniamo necessaria una risposta pacifica di quella parte della città che crede realmente nel valore delle differenze e del rispetto della dignità umana.

Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, consiglieri comunali dell’opposione di sinistra, denunciano: “Riteniamo gravissimo che venga concesso all’interno di Palazzo Vecchio uno spazio di così alto valore anche simbolico per la propaganda omofoba e discriminatoria per cui è nota l’associazione francese. Non si tratta di libertà d’opinione, perché l’obbiettivo di questo tipo di manifestazioni è, al contrario, quello di togliere la libertà e i diritti a una parte della popolazione che viene discriminata. Perché dare spazio a una delle componenti più retrograde del nostro contesto culturale? Perché concedere l’uso di Palazzo Vecchio? Il sindaco Renzi risponda di questo, senza nascondersi dietro allo schermo di una presunta apertura verso tutte le posizioni. Presenteremo su questo una domanda di attualità lunedì in Consiglio ma chiediamo fin da ora a Matteo Renzi, a lui compete la concessione dell’uso delle sale monumentali di Palazzo Vecchio, che venga revocata la concessione del Salone.”

La richiesta della sala è stata promossa dal consigliere comunale di Forza Italia Jacopo Cellai.

PER ADESIONI ALL’APPELLO (singoli, gruppi, associazioni): fuoriomofobiafirenze@gmail.com

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Aggiornamento post manifestazione, l’intervento in Consiglio comunale di De Zordo e Grassi: “Una figuraccia  e maldestri quanto inutili  tentativi per rimediare”

L’amministrazione comunale fiorentina ha evidentemente sottovalutato gli effetti collegati all’aver ospitato nella Sala dei Dugento una tavola rotonda contro i diritti delle persone omosessuali, in dichiarato e palese collegamento con una manifestazione omofoba organizzata in piazza San Firenze dalle associazioni  La Manif pour tous e Sentinelle in piedi. L’imbarazzo con cui il Comune ha risposto alle critiche mosse da associazioni lgbt e da altri numerosi soggetti in città la dice lunga: intanto non ha fatto chiarezza su chi ha effettivamente organizzato l’evento. Da una parte infatti si cita il consigliere Cellai, che conferma di avere chiesto la Sala, e in questo caso il materiale relativo alla tavola rotonda avrebbe dovuto essere approvato dall’ufficio competente sotto al direzione del Sindaco e doveva riportare il logo del Comune.

Peraltro, né lui né il suo gruppo consiliare (Forza Italia) hanno partecipato ai lavori. Contraddicendosi, l’Amministrazione dice anche di essere del tutto estranea all’evento dato che la tavola rotonda era organizzata da una società di comunicazione, la Dominus Productions di Milano, specializzata in particolare in eventi analoghi. Ma in questo caso la Sala sarebbe stata affittata a un soggetto esterno rispettando il prezzario ufficiale e non ci sarebbe stato nessun bisogno dell’intermediazione di un consigliere. Un pasticcio per scaricare la responsabilità di aver ospitato un evento davvero imbarazzante.

Anche Manif pour Tous imbroglia le carte perché prima pubblicizza nello stesso volantino sia la manifestazione che la tavola rotonda e poi sostiene di non avere nulla a che fare con l’appuntamento in Palazzo Vecchio. Resta la figuraccia di un’Amministrazione il cui Sindaco a parole sostiene diritti di ‘civil partnership’ ma che accoglie nella sala del Consiglio comunale personaggi e realtà omofobe per cui neppure la insufficiente proposta Scalfarotto può essere accettabile e che vogliono togliere libertà e diritti a una parte della popolazione che viene così discriminata.

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