18 settembre 2018

Oltre la vittoria: che fare?

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Il Comitato provinciale per la difesa della Costituzione esprime profonda soddisfazione per la netta affermazione del NO nel referendum costituzionale del 25-26 giugno. La vittoria del NO e l’alta affluenza alle urne indicano chiaramente che la coscienza del valore della Costituzione del 1948 è ampiamente diffusa nel paese.
Il fatto che una parte non indifferente dell’elettorato di destra si sia espressa per il NO conferma la nostra convinzione di aver combattuto una battaglia nell’interesse di tutti i cittadini democratici, e non solo degli elettori del centro-sinistra.
La nostra Costituzione ha corso un rischio serio. Per evitare che ciò possa ripetersi chiediamo che, come è scritto nel programma dell’Unione, si intervenga rapidamente sull’art. 138, in modo da rendere obbligatoria la maggioranza qualificata di due terzi per le modifiche costituzionali, allo scopo di mettere in salvo la Carta da possibili future incursioni delle maggioranze di turno.
Si faccia poi una pausa di riflessione. Riteniamo – come molte autorevoli voci hanno di recente sottolineato – che grandi riforme che comportino profonde ristrutturazioni dell’architettura istituzionale siano in realtà incompatibili con il procedimento di revisione voluto dai Costituenti. Meno che mai ci sembra che una tale discussione possa essere riaperta con quella destra eversiva che ha ampiamente e platealmente dimostrato di avere in spregio finanche i principi fondamentali della nostra Carta. Quando i tempi saranno maturi, si potrà pensare forse a rivedere, ovviamente d’accordo con l’opposizione, il titolo V, dato che è stato già riscritto. Ogni altro intervento, a nostro parere, oltre che condiviso, dovrebbe essere puntuale e limitato, come l’art. 138 implicitamente, ma chiaramente, prescrive. Ci opporremo quindi a ogni proposta che miri ad aggirarlo, come quella di una convenzione, di una bicamerale o, addirittura, quella eversiva di una nuova assemblea costituente.
Non ci sembra che i problemi del paese siano da imputarsi alla Costituzione. Semmai, alla sua mancata applicazione. E soprattutto a politiche dissennate portate avanti con leggi ordinarie devastanti e a volte manifestamente anti-costituzionali. Su quelle riteniamo sia necessario intervenire subito. E certamente il lavoro non mancherà al governo e al parlamento.
Quanto al problema della stabilità dei governi, che è l’argomento forte dei fautori delle grandi riforme, riteniamo in primo luogo che essa non debba essere perseguita tramite un ‘premierato’, più o meno forte, che mortifica inevitabilmente la sovranità del Parlamento. Tale obbiettivo può essere infatti conseguito per altre vie, in primis tramite una riforma della rappresentanza e una democratizzazione dei partiti, temi su cui sarà necessario avviare un’approfondita e ampia riflessione. La stabilità peraltro, a nostro avviso, non è un bene in sé. Prima che di governi stabili, avremmo forse bisogno di governi buoni. Che un pessimo governo sia anche stabile, ci dice l’esperienza recente, non è certo nell’interesse generale.
Non può esservi buon governo se, oltre a un sistema di garanzie costituzionali per le opposizioni e a un buon sistema elettorale, non si ha anche una pubblica opinione vigile e informata. La linfa vitale di una pubblica opinione capace di svolgere il suo ruolo di controllo è un sistema informativo indipendente e pluralista, sottratto ai monopoli privati. E’ questa la vera priorità. Garantiamo ai cittadini una informazione vera, libera, indipendente e pluralista, senza di cui non può esservi libertà di espressione del pensiero. Né buon governo. E lasciamo in pace, almeno per un po’, la Costituzione.
Piuttosto che intervenire sulla Carta, pensiamo sia necessario rilanciare, a partire dalle scuole, una più forte cultura costituzionale. Il Comitato intende quindi sollecitare le istituzioni democratiche a rinnovare ed estendere le esperienze già varate quest’anno in due istituti fiorentini.
Vogliamo sottolineare infine che, pur riconoscendo pienamente il ruolo giocato dai partiti e dalle organizzazioni di massa, riteniamo importante che sia salvaguardata e valorizzata l’esperienza della diretta partecipazione di molti cittadini nella campagna per la raccolta delle firme e per il NO. Il Comitato ritiene quindi che il proprio impegno non sia esaurito ed auspica che sia possibile dare visibilità e stabilità a una rete dei Comitati per la difesa della Costituzione che sia in grado di intervenire con la necessaria tempestività per la difesa e l’attuazione della Costituzione del ’48, d’intesa con tutte le forze impegnate su questo fronte.
A tal fine, il Comitato di Firenze si impegna fin da ora a promuovere per il prossimo settembre un convegno cittadino per un approfondimento sui temi della Costituzione e per la definizione delle forme più opportune di collaborazione, ai diversi livelli, fra tutti i Comitati.

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