Oltre Genova, oltre New York

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Breve, ma intenso l’opuscolo di Mezzadra e Raimondi sul movimento globale da Seattle a Genova, sul prima e sul poi… Un’analisi sulla genesi del movimento, che intravede al di fuori delle metropoli occidentali negli anni ’80 – dalle lotte studentesche contro i programmi strutturali del Fondo monetario a quelle degli operai coreani, dalla lotta contro l’apartheid alla rivolta zapatista, dal movimento democratico indonesiano alla lotta dei palestinesi – l’inizio di un percorso globale di resistenza. Per questo, dicono gli autori, l’etichetta giornalistica che lo vuole no-global deve essere rifiutata. Una riflessione sulle giornate di Genova come punto di non ritorno “niente può più essere come prima, dopo Genova”: la straordinaria ricchezza del movimento che in quei giorni si è espresso rimette in discussione gli schieramenti politici ereditati dagli anni ‘90 e impone una nuova analisi. Fuga dalla rappresentanza e “pluralità costitutiva dei soggetti, impossibilità di una loro riduzione a Uno…: sono questi i caratteri della sfera pubblica del movimento a Genova”. In questo senso, il movimento può davvero dirsi extraparlamentare. L’unità del movimento non può mai essere data per scontata, ma è sempre qualcosa da costruire ed articolare.
Centrale poi per gli autori, come anche per noi, la questione dei migranti: “il lavoro migrante presenta caratteri esemplari” rispetto alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro su scala globale. “La particolare esperienza della flessibilità propria dei migranti, sospesa tra l’istanza di libertà che si esprime nella rivendicazione del diritto alla fuga … e la concreta negazione dei più elementari diritti civili politici e sociali …dice qualcosa di molto più generale sulla crisi del fordismo”. Richiama per un verso l’esodo dall’ergastolo di fabbrica, ma significa anche lavoro nero.
Non solo, ma dopo l’11 settembre l’”Occidente” ha dichiarato quale sarà il nemico interno contro cui combatterà la sua guerra lunga e duratura: in nome della sicurezza nazionale, il ministro della giustizia negli Usa ha dato disposizioni circa la possibilità di fermare i migranti per un tempo indeterminato. Il testo si conclude con delle domande al movimento in vista di una sua crescita e con un invito a fare analisi, autocritica e inchiesta.

“Oltre Genova, Oltre New York. Tesi sul movimento globale” di Sandro Mezzadra e Fabio Raimondi (DeriveApprodi, 2001, L.2000, pp.29)

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