Oltre il Poderaccio. Al Q4 ci provano le associazioni

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di Katia Raspollini

Presso il Quartiere 4 del Comune di Firenze è stato attivato, con il finanziamento della Regione Toscana, il Progetto Integrazione, per il superamento dei campi rom. Nel Quartiere 4 ha sede il villaggio rom del Poderaccio, dove abitano da circa vent’anni 75 famiglie di provenienza prevalentemente macedone e kossovara. Queste persone in maggioranza lavorano e mandano i propri figli a scuola, ma ad oggi per loro non si prospetta ancora una concreta possibilità di modificare il proprio stato abitativo. Il progetto Integrazione ha beneficiato del finanziamento regionale attraverso la Legge Regionale sulla partecipazione del 2007, che prevede per i cittadini o gli enti che ne facciano richiesta, la possibilità di istruire dibattiti pubblici aperti su temi che abbiano un particolare rilievo, oppure fornisce la possibilità di sostenere processi locali intorno ad un oggetto ben definito.
Abbiamo intervistato la referente dell’iniziativa, Camilla Lattanzi: “Il progetto Integrazione ha la finalità di informare e sensibilizzare i cittadini residenti nel Quartiere 4 sulla realtà del campo e sulla sua attuale composizione. Difatti sono pochissimi i cittadini del Quartiere che sono entrati di persona al Poderaccio”. Di questo non abbiamo alcun dubbio, come del resto, non si possono avere altrettanti dubbi, sul tipo di percezione che i cittadini hanno maturato sull’insediamento del campo.
Il progetto si articola in due fasi: in quella iniziale saranno effettuate delle rilevazioni attraverso un questionario (sottoposto a 350 residenti nel quartiere o a lavoratori che frequentano abitualmente la zona) sulle motivazioni che spingono i cittadini a nutrire sentimenti di insicurezza o di paura nei confronti del campo e dei suoi abitanti, in una seconda fase si terranno incontri pubblici aperti sulle tematiche del questionario.
Lattanzi a questo proposito però precisa: “L’obiettivo del questionario non è quello di far emergere il razzismo nei confronti dei rom, ma piuttosto far riflettere i cittadini sulle loro idee in merito al campo, spingendoli a motivarle in dettaglio. Davanti a questa richiesta le risposte date inizialmente si modificano. Non possiamo però non segnalare che il solo fatto di parlare di rom è stato vissuto dai cittadini come una nostra presa di posizione a favore dei rom stessi, a cui i cittadini dovevano accondiscendere. La politica dei campi appare già una forma di razzismo nei confronti dei rom, al di là del fatto se tale politica sia consapevole o meno, e lo stigma sociale nei confronti dei rom – continua Lattanzi – non ha bisogno di essere dimostrato”.
Al progetto hanno aderito diverse associazioni che si occupano della questione, tra queste l’associazione Amalipe Romanò, Osservazione, Cittadinanza Competente insieme alla presidenza del Quartiere 4. “Il presidente D’Eugenio, conclude Lattanzi, si è schierato apertamente ed ha accolto il progetto, dicendo che andava nella direzione dei suoi obiettivi di mandato: il graduale superamento del campo e la restituzione dell’area all’Autorità di Bacino, cui appartiene”. Noi ci auguriamo che il presidente persegua nel suo intento, in quanto l’ulteriore presenza di insediamenti in un’area potenzialmente alluvionale mette a rischio la vita di molte persone. È ovvio che quest’intento dovrebbe raccogliere il consenso di altre istituzioni. Per questo auspichiamo che il progetto raggiunga anche obiettivi non prefissati, come quello ad esempio di far emergere che il razzismo, così come la questione abitativa e dunque il graduale superamento dei campi, diventano indistintamente una questione sociale.

0 Comments

  1. Alessandro Gherardi

    Vorrei precisare che nell’elenco delle associazioni che partecipano al progetto manca PRO.G.RE.S.S, associazione che da 6 anni si occupa di problematiche sociali e che nel progetto Integrazione ha il ruolo di capofila. Il presidente Giada Cerbai ha la responsabilità legale, Franca Frigenti è il coordinatore e Lucia Di Pietrogiacomo è la responsabile della ricerca. Oltre a loro il prof. Piero Colacicchi e Demir Mustafà (delle associazioni citate Osservazione e Amalipè Romanò) si occupano della delicata questione della mediazione culturale tra Rom e i partner del progetto. Infine Camilla Lattanzi partecipa alla fase della ricerca e alla fase della partecipazione.
    Per ulteriori informazioni http://www.integrazioneq4.org/

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