Oltre il bordo della politica, qui rinasce la sinistra. Lo speciale di Carta

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di Rosa Mordenti

Strana tornata elettorale quella del 6 e 7 giugno. L’Europa sembra non essere mai stata così lontana, ], e in Provincia con Terre Libere [www.libereterre.it]; o a Firenze con Perunaltracittà [www.perunaltracitta.org], che nasce dall’esperienza dei comitati territoriali che sostengono come candidato sindaco Ornella De Zordo, consigliera comunale uscente, e alla Provincia con «Perunaltraprovincia» [www.perunaltraprovincia.org], lista gemella di quella fiorentina; o in Valle di Susa, dove dalla battaglia contro l’Alta velocità, e non solo, sono nate numerose liste «No Tav» che si presentano in diversi comuni. È già successo un anno fa a Vicenza, come racconta più avanti Cinzia Bottene, e succederà nel Lazio, a Ceccano, e ad Aprilia con la lista «No turbogas», o a Carpi [Modena] dove il Comitato per i Beni comuni, che aveva indetto il referendum sull’acqua, presenta la lista Beni comuni [www.benicomunicarpi.org].

Queste liste nascono, ci spiega Gennaro Amiranda, perché «noi non possiamo più accettare di scegliere il meno peggio»: Gennaro è capolista della lista «grillina» «Rozzano 5 stelle»: Rozzano è vicinissima a Milano, al confine con il Parco agricolo sud, posizione strategica che fa gola alle immobiliari perché davvero qui sei «a cinque minuti» dalla città. Cuore di Rozzano è infatti il quartiere Aler, case popolari costruite negli anni sessanta, pensate per vivere bene ma che ora sono abbandonate al degrado: un ottimo boccone per chi riuscirà a metterci sopra le mani. Sindaco uscente è un giovane politico di professione, Massimo D’Avolio, eletto con una grandissima maggioranza in una coalizione di centrosinistra. Spiega Gennaro che sono stati anni, questi, di urbanizzazione selvaggia e di crescita delle numerose aziende a partecipazione pubblica, costosissime per tutti, a partire dalla gestione dei ricchi consigli d’amministrazione. D’Avolio è sostenuto da una coalizione di Pd, Verdi, Prc, i «nuovi socialisti in forme diversificate». Con un colpo di scena, contro di lui si è candidata un’altra ex sindaca [dal ’94 al 2005], Maria Rosa Malinverno, sostenuta da una lista civica [«Io amo Rozzano»] e da Italia dei valori, Sinistra democratica, Comunisti italiani. Candidata del Pdl è invece Tiziana Maiolo, messa un po’ in angolo dalla Moratti. «Rozzano 5 stelle», insieme alla lista «Aria pulita» [www.ariapulita.org], nata già a novembre, candidano invece Mauro Parma, che è il preside della scuola Italo Calvino. Nel programma: usare gli affitti già pagati negli anni dagli inquilini del quartiere Aler come mutuo per rendere più semplice l’acquisto delle case popolari a chi ci vive; annullare i cda di tutte le aziende municipalizzate, perché, spiega ancora Gennaro, «il cda c’è già, ed è il consiglio comunale»; informare i cittadini di ciò che viene deciso nel consiglio comunale con un rapporto trimestrale pubblico che deve essere presentato con un’assemblea.

Con un bel salto guardiamo all’altra parte del paese, in Basilicata. Qui c’è una lista che si chiama «No Oil»: si presenta sia alle comunali, a Potenza, che alle provinciali [www.comitatinooilpotenza.com]. Per fare la stessa cosa a Matera non bastavano le energie, meglio concentrarsi tutti su un obiettivo. Alla base della lista c’è il comitato No Oil, nato nel novembre 2007 dalla lotta contro le estrazioni petrolifere previste, all’epoca, sul Montegrosso, montagna a tre chilometri dalla città ricca di 39 sorgenti. L’idea della lista civica è del settembre 2008, come racconta il candidato sia a sindaco che a presidente della Provincia, Michele Somma [detto Miko]: «I partiti – dice – hanno difficoltà a calarsi nella realtà concreta del territorio. Io vengo da Rifondazione, sono uscito un anno fa alla vigilia del congresso. I nostri problemi sono due: democrazia ed energia. La democrazia a cui sono abituati qui è quella ‘col cappello in mano’, la mafia qui non spara, ma c’è lo stesso, e tutta la Basilicata è ormai considerata ‘a vocazione petrolifera’: il 70 per cento dei comuni sono interessati da permessi  o accordi per avviare trivellazioni. La lista nasce dalla necessità di una parte della società civile di interrompere queste, chiamiamole così, consuetudini».

Michele ha 45 anni, di mestiere fa l’artista [«prendo questa esperienza come una forma di creazione artistica», dila ce]. A Potenza [70 mila abitanti] dovrà vedersela con il candidato di Pd e Verdi, con quello del Pdl [che fino a poco fa era nel Pd], e poi con quelli del Mpa, di Rifondazione, dell’Udc. Gli obiettivi del comitato No Oil sono la creazione e l’allargamento di un «nucleo critico» in città e in provincia, per «difendere il territorio dalle multinazionali»; in poche parole, spiega Michele, «le nostre priorità sono la salvaguardia del territorio e quella della democrazia: l’una senza l’altra non funzionano». La campagna elettorale, senza soldi, si fa con i dépliant [«un foglio A6 ripiegato in tre parti] al posto dei volantini: «Confidiamo nel voto di ’scattiamiento’», cioè di «dispetto». Per eleggere un consigliere provinciale ci vogliono 5 mila voti, ma per il comune di Potenza ne bastano 1500. E poi questa è una prova generale: «Ci presenteremo anche alle regionali». I partiti vi hanno proposto accordi, magari in vista del ballottaggio? «Non li abbiamo fatti nemmeno avvicinare».

Ci sono città dove invece i partiti decidono di partecipare a queste esperienze. Da sempre, i Verdi del Veneto sono anomali, quelli di Padova in particolare, dove il legame con i centri sociali è molto forte. Ne è nata «Padova città aperta », che ha per simbolo un sole che ride e che spunta dietro la scritta Aurora D’Agostino, la candidata sindaco. «Ho la tessera dei Verdi – spiega – ma rivendichiamo una fortissima autonomia territoriale. La lista non è di partito, è composta da persone che ne fanno parte ma anche da altri e altre che vengono dai comitati sui temi ambientali e sui diritti; siamo federalisti, restiamo nel partito finché è possibile e perché ci interessa la sua impronta ambientalista. Va detto che i Verdi sono in continuo rinnovamento, e nel bene e nel male questa condizione ci appartiene». Aurora è consigliera comunale, entrò con la maggioranza che elesse il sindaco Zanonato ma dopo sei mesi è andata all’opposizione. Le priorità sono «l’ambiente [dalle antenne al cemento], il ritiro delle ordinanze securitarie come quella sulla prostituzione, l’istituzione delle municipalità. Al ballottaggio voteremo chi ci offrirà l’assessorato all’urbanistica. Altrimenti ce ne andremo al mare».

Infine, ci sono posti dove i movimenti hanno accettato di far parte di una lista che ha, come spiega Giovanni Pizzuti, «l’obiettivo di creare un soggetto unico a sinistra». Accade nella provincia di Frosinone, dove la Sinistra unita [dal Pd a Sinistra e libertà], insieme ai Comunisti italiani, candida come presidente Gianfranco Schietroma, socialista. È la provincia della Valle del Sacco, e al centro del programma c’è infatti la riconversione delle aziende che avvelenano la valle. A sostenere la lista anche i movimenti per l’acqua pubblica: tempo fa qui presentarono ben tremila ricorsi contro gli aumenti delle tariffe. I ricorsi hanno vinto e l’Acea è stata costretta ad annullare gli aumenti.

[Fonte Carta]

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