#OccupyFirenze. Pdl e Renzi per lo sgombero: prima della crisi c'è la "bellezza"

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dice Saccardi che tra i destini del mondo e quelli di un paio di albergatori non ha dubbi da che parte stare.

La bellezza prima dei diritti e della ricerca di una via di uscita dalla crisi, quindi. Questa è la politica dell’amministrazione fiorentina ai tempi di Matteo Renzi. I ragazzi di #OccupyFirenze sono in piazza e rivendicano un mondo migliore e una società più giusta. A quanto pare hanno la colpa di non avere risorse economiche per un’iniziativa patinata, bella, come si deve, magari preparata da esperti della televisione in cerca di nuove collocazioni.(rc)

Ecco la cronaca della polemica con le parole di Jacopo Storni del Corriere Fiorentino

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L’assessore sfratta gli indignati. Saccardi: «Devono lasciare la piazza». Ma loro: «No, noi restiamo»

«Piazza Santissima Annunziata non è un campeggio, gli indignati prima o poi devono andarsene». Dopo la richiesta di sgombero lanciata dal Pdl, anche l’assessore comunale alle politiche sociali, Stefania Saccardi, spiega che l’accampata del movimento Occupy Firenze «non potrà durare vita natural durante. È legittimo manifestare ed esprimere il proprio dissenso ma non possiamo consentire che una delle piazze più belle di Firenze sia espropriata dalle tende». L’assessore Saccardi non pronostica tempi di sgombero, ma «sicuramente entro le festività natalizie la piazza deve essere liberata».

«Il Comune non intende arrivare ad un atto di forza unilaterale nei confronti degli occupanti — spiega Saccardi — e vogliamo un’azione congiunta attraverso un dialogo con gli indignati, che invitiamo alla ragionevolezza perché è necessario trovare il giusto equilibrio tra il legittimo diritto a manifestare e il rispetto per il decoro dei luoghi della città». Nei prossimi giorni, annuncia l’assessore, operatori del Comune o della polizia municipale si recheranno dai manifestanti per avviare un dialogo sui tempi di sgombero.

Ma gli indignati non hanno nessuna intenzione di smontare le tende. «Porteremo avanti l’accampata» annunciano invece i giovani di Occupy Firenze, che si dicono «sorpresi di conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale a mezzo stampa dopo che avevamo invitato in piazza i rappresentanti istituzionali per toccare con mano questo laboratorio progettuale sociale e politico».
«Ci sentiamo distanti — proseguono gli indignati — dalla terminologia adottata dall’assessore, che descrive l’iniziativa come un esproprio della piazza; l’obiettivo è infatti quello di riqualificare un’area finora degradata e abbandonata, offrendo alla cittadinanza uno spazio pubblico, libero e apartitico dove fiorentini e non possano incontrarsi per conversare di economia, beni comuni, servizio pubblico, nonviolenza e progettare via di uscita dalla crisi». Ecco perché, concludono gli accampati, «non ce ne andremo fin quando l’amministrazione comunale non ci darà garanzie concrete sulla riqualificazione della piazza». Parole cui replica l’assessore Stefania Saccardi, che annuncia l’istituzione a breve di «un presidio permanente di forze dell’ordine in Santissima Annunziata» per evitare episodi di microcriminalità e degrado pubblico.

Interviene anche il segretario metropolitano del Pd Patrizio Mecacci: «Cercherei un dialogo prima di fare minacce».8 Nel frattempo, dai due alberghi della piazza cominciano ad arrivare le prime lamentele per la presenza degli indignati: «I nostri clienti vorrebbero scappare a gambe levate — dicono dall’hotel Loggiato dei Serviti, proprio a ridosso delle tende — non abbiamo niente contro questi ragazzi, ma lo scenario della piazza adesso è ancora più spiacevole di quello che era fino a qualche giorno fa. Questo è un luogo di serie C, che non viene tutelato abbastanza».

«Non bastavano rom, cani e spacciatori — dice Patrizia Bastiani dell’hotel Due Fontane — adesso ci si mettono anche gli indignati a degradare la piazza. I veri indignati siamo noi perché queste persone danno fastidio a chi lavora e allontanano i nostri clienti. Chiedono rispetto, ma i primi ad avere rispetto degli altri dovrebbero essere loro». E poi, aggiunge, «utilizzano i bagni del nostro bar decine di volte al giorno, senza chiedere il permesso e consumando quotidianamente la nostra acqua, la nostra luce e la nostra carta igienica».

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