23 settembre 2018

Occupyamo Piazza Affari, appello per scendere in piazza il 17 marzo

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Rilanciamo l’appello nazionale per “Occupyamo Piazza Affari“, la manifestazione nazionale del 17 marzo a Milano contro il governo Monti e le sue politiche antipopolari. Su questo appello occorre raccogliere rapidissimamente una quantità e una qualità congrua di firme per poi pubblicizzarlo e lanciare in modo massiccio la iniziativa.
Le firme possono essere individuali (con accanto la qualifica) o anche collettive di organizzazioni politiche e sociali.
Le adesioni vanno inviate via mail all’indirizzo appello.dobbiamofermarli@gmail.com
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Occupyamo Piazza Affari
Contro le politiche antisociali del governo Monti
Per un diverso modello sociale ed economico fondato sul pubblico e sui beni comuni

Sono passati ormai tre mesi da quando il governo delle banche e della finanza sostenuto dal centrodestra e dal centro sinistra è entrato in carica ed è continua la devastazione sociale a colpi di misure “ lacrime e sangue”.
Nulla si fa davvero contro la precarietà crescente di milioni di persone. Anzi essa viene solo usata per colpire i pochi diritti rimasti nel mondo del lavoro. Per i migranti resta in vigore tutta la legislazione discriminatoria autoritaria e repressiva, fino alla vergognosa tassa per il permesso di soggiorno. E tutto questo rischia di essere solo l’inizio. Se verrà applicato il trattato europeo deciso dai governi Monti Merkel e Sarkozy tutto dovrà essere sacrificato sull’altare della riduzione del debito, del pareggio di bilancio.
Gli avvenimenti di questi ultimi anni hanno dimostrato che si è aperta una crisi di sistema da cui le classi dominanti non riescono ad uscire, e che ha portato alla individuazione di “medici” come Monti in Italia o Papademos in Grecia che in realtà non fanno che aggravare la malattia, che scaricano sui livelli di vita dei lavoratori e delle classi popolari il peso della iniqua redistribuzione del reddito, ed il conseguente peggioramento delle condizioni di vita di reddito e di diritti.
Vogliamo un’economia fondata sul pubblico, sui beni comuni, su un diverso modello sociale ed economico, che garantisca il diritto a sanità, servizi sociali e reddito per tutti, alternativo al super-sfruttamento delle persone e della natura, per dire no alle politiche di aggiustamento strutturale e di austerità dei governi italiani ed europei, e per rivendicare diritti sociali, reddito, lavoro dignitoso, beni comuni, libertà e democrazia, per impedire la chiusura delle industrie e per investimenti in tecnologia ed innovazione e lo sviluppo della ricerca sostenendo scuola pubblica e università.
Di fronte al dilagare della precarizzazione e della disoccupazione di massa che sta diventando il modello di riferimento europeo, le classi dominanti stanno mettendo in campo un uso sempre più accentuato delle forme di repressione allo scopo di intimorire e dividere il movimento di massa come abbiamo visto in questi giorni con i fermi legati alle manifestazioni in Val di Susa e l’uso della forza pubblica contro molte lotte operaie e di resistenza sociale.
Di fronte a tutto questo non c’è ancora in campo un’opposizione sociale e politica di massa, capace di incidere e contare.
Per questo c’è bisogno di unire tutte le lotte che, pur tra evidenti difficoltà, si stanno battendo su questa linea, dalla Argol di Fiumicino alla Vagon Lit di Milano, alla Alcoa di Portovesme, alla Fincantieri, alla Esselunga, alla Sicilia, alla Fiat e alle lotte dei migranti, oltre a tutte le mille realtà che stanno lottando.
Per questo proponiamo a tutte le forze organizzate e alle persone che dicono no a queste politiche rappresentate dal governo Monti, di promuovere insieme una grande manifestazione nazionale da tenersi a Milano il prossimo 17 marzo
Facciamo appello alle lavoratrici e ai lavoratori ai giovani e alle donne, ai pensionati e ai migranti per farci sentire e per dar voce a chi non confonde il salvataggio dell’Italia con quello del profitto e del sistema. Vogliamo così esprimere la nostra solidarietà ed il nostro sostegno a tutti i popoli europei, schiacciati dalle politiche di austerità e dal liberismo e, in primo luogo al popolo greco sottomesso ad una tirannide finanziaria che sta distruggendo il paese.

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