Occupazione al Poggetto: "estremo rimedio" per il Movimento di lotta per la casa

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di Mario Neri da Repubblica

Sono donne sole, anziane con la pensione minima, famiglie travolte dai licenziamenti, italiani e stranieri disoccupati e senza speranza. Nuovi precari della casa. Molti senza un lavoro, risucchiati dalla crisi. Sono quaranta persone che stamani (13 febbraio) alle 9,30 hanno occupato insieme al Movimento di lotta per la casa un palazzo in via Lorenzo Bardelli, vicino a piazza Leopoldo. Sul posto, dopo poche ore, è arrivata anche la polizia. Gli agenti sono entrati per un controllo. “Al massimo sono una ventina” dicono dalla questura. In ogni caso le forze dell’ordine non sono intervenute per sgomberare. Potranno farlo solo in caso di denuncia dei proprietari.

E’ il primo blitz del movimento dopo quello di due anni fa all’ex ospedale Meyer sgomberato dal comune di Firenze a giugno. Questa volta nel mirino del movimento è finita una palazzina privata. “Da anni molti degli alloggi di questo complesso sono abbandonati e le uniche due famiglie che erano già presenti sono adesso sotto sfratto”, dicono dal movimento, che annuncia di voler arrivare a una trattativa con la proprietà. “Proporremo loro di far pagare a queste persone affitti a canone sociale, da 200 euro circa al mese. Così potranno evitare l’abbandono e essere sicuri che il palazzo rimarrà in buone condizioni”.

Dei dieci appartamenti liberi, ne sono stati occupati sette. Donne, uomini, anziani si sono sistemati alla meglio nelle stanze. Alcune sono disabitate da anni, alcune senza luce. Secondo, gli occupanti e l’associazione, l’occupazione è diventato “l’estremo rimedio per le decine di famiglie che non hanno una casa e non sono in condizioni di potersene pagare una”, anche perché Firenze è la “città con la maggiore esecuzione di sfratti per morosità” della Toscana.

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Ricordando la manifestazione del prossimo 26 febbraio, il Movimento scrive nel suo comunicato che “l’occupazione richiama le istituzioni locali ad una impellente necessità di battere il mercato nero degli affitti e di considerare la devastante crisi economica nei suoi riflessi reali, l’impossibilità di pagare affitti offensivi per chi vive del proprio salario. Anche questa è diventata Firenze: una città dove i costi della vita sono impossibili, dove i diritti minimi, come il lavoro oppure il diritto alla residenza-esistenza vengono lentamente cancellati”.

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