Nuovo Poderaccio: accesso vietato ai giornalisti

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Firenze, che presidiava insieme ad un nutrito gruppo di forze dell’ordine l’entrata al campo rom del Poderaccio, proprio quando era previsto il trasferimento di tutte le famiglie dello storico insediamento fiorentino nel nuovo villaggio costruito lì accanto. La conferenza stampa ufficiale era stata indetta per la mattina, in presenza di ben due assessori. Allora i giornalisti li hanno fatti passare eccome, sono saliti sulla collinetta che ospita il nuovo villaggio, hanno ascoltato numeri cifre e dati, ammirato il buon lavoro fatto dal Comune e intervistato gli assessori. Altro non si poteva, o non si voleva, fare.
Ma la notizia non era solo l’inaugurazione del nuovo villaggio: lì non c’era posto per 3 o 4 famiglie del Poderaccio, ed hanno pensato bene di sistemarle momentaneamente in roulotte al campo Masini. Dalla padella nella brace, verrebbe da dire. Come può un’istituzione trasferire un gruppo di oltre 20 persone, in un campo dove le condizioni igieniche e sanitarie sono tragiche, dove c’è un incendio ogni tre per due, dove i topi e le talpe girellano allegramente tra verande e baracche? Un conto è tollerare una situazione del genere, perchè non si trova una soluzione immediata, e un altro è trasferirci volontariamente delle persone, che forse stavano meglio prima. ‘Le hanno messe troppo attaccate alle altre – ci racconta un ragazzo che vive al campo Masini – se c’è un incendio bruciano tutte insieme, e ce n’è stato uno là dietro pochi giorni fa. Ci dicono di non costruire verande, vengono a distruggerle se lo facciamo, perchè sono pericolose, e poi mettono altre roulotte attaccate alle nostre, troppo vicine.’
Il Comune assicura che questa soluzione è provvisoria, che quelle quattro famiglie saranno presto inserite nel nuovo villaggio, non appena qualcuno che è nei primi posti della graduatoria non lascerà il campo per andare nelle case popolari. Purtroppo però non possiamo raccontarvi cosa ne pensano quella ventina di persone trasferite al Masini, dove ci hanno fatto entrare ma non parlare con loro, protetti da una decina di agenti in assetto antisommossa.

(Fonte: www.novaradio.info)

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