14 novembre 2018

Nuovi strumenti, solita musica?

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La politica che negli anni Novanta e nei primi anni del 2000 l’Amministrazione comunale ha seguito per le Piagge ha mostrato una maggiore attenzione alle problematiche legate alla qualità delle abitazioni e alla realizzazione dei servizi e degli ambienti di socializzazione che mancavano.
Gli interventi ad ampio raggio progettati negli ultimi dieci anni per perseguire la riqualificazione delle Piagge sono collocati all’interno di tre strumenti urbanistici: i Programmi di Recupero Urbano (P.R.U), istituiti con la legge n.493 del 4 dicembre 1993, i Programmi Urbani di Riqualificazione (P.U.R), che rientrano nella legge n.179 del 17 febbraio 1992, e i Contratti di Quartiere, istituiti dalla legge n.662 del 23 dicembre 1996.

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I Programmi di Recupero Urbano
Nel Programma di Recupero Urbano (PRU) la progettazione completa e integra ambienti urbani già esistenti. I PRU hanno ricevuto cospicui finanziamenti – 40 miliardi di lire di investimenti pubblici e 19 miliardi di investimenti privati – per la realizzazione di opere pubbliche a favore delle due periferie fiorentine di San Bartolo a Cintoia e delle Piagge.
Per le Piagge le realizzazioni previste con i PRU riguardano soprattutto la zona centrale, lungo via Lombardia: qui dovrebbero essere costruite attrezzature sportive e per il tempo libero, sono previste aree per il verde pubblico, una piazza attrezzata, un centro multifunzionale per minori ed un centro sociale polifunzionale. I PRU prevedono anche interventi per la mobilità ed alcune ristrutturazioni edilizie.

PI U ERRE
I Programmi Urbani di Riqualificazione
I Programmi Urbani di Riqualificazione (PUR), prevedono di riqualificare (modificare e rivalutare) quattro aree industriali dismesse del territorio fiorentino. A tali programmi collaborano alcuni soggetti pubblici (il Comune di Firenze, la Regione Toscana, il Ministero dei Lavori Pubblici) e i proprietari delle zone oggetto del piano.
Nella zona delle Piagge i PUR interessano l’area della ex fabbrica Gover, nella quale sono in costruzione 50 alloggi, attività commerciali, spazi e servizi pubblici.

CI DI QU
Il Contratto di Quartiere
Ci sono poi i 20 miliardi di lire del Contratto di Quartiere, promosso dal Ministero dei Lavori Pubblici, per la ristrutturazione edilizia delle ‘Navi’ delle Piagge e per la riqualificazione degli spazi verdi dell’area. Il Contratto di quartiere infatti ha come obiettivo non soltanto la ristrutturazione dei fabbricati, ma esprime anche la volontà dell’Amministrazione di creare ambienti pubblici e di servizi, con la partecipazione degli abitanti al percorso della progettazione.
Con il Contratto di quartiere, per la prima volta, si stimola la collaborazione dei cittadini residenti nei vecchi e nei nuovi insediamenti, dei comitati di autogestione condominiale delle ‘Navi’ e delle associazioni di zona. Tutti questi cittadini sono coinvolti nel ‘Laboratorio di Quartiere’, che diventa strumento di progettazione partecipata degli spazi comuni e delle residenze del proprio territorio.

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Il Laboratorio di Quartiere
Il Laboratorio di Quartiere nasce alle Piagge nel 1999 ed è realizzato e portato avanti grazie all’impegno dell’équipe di ricerca universitaria della Facoltà di Architettura di Firenze, coordinata dal Professor Giancarlo Paba e dal dottor Mauro Giusti, incaricati di gestire le fasi della progettazione partecipata attraverso un gruppo di lavoro permanente. Le attività all’interno del Laboratorio erano rivolte a tutti i cittadini dell’area delle Piagge e dei vecchi Borghi per discutere i problemi del territorio e cercare insieme le soluzioni progettuali migliori; anche i bambini ed i ragazzi avevano un loro spazio, dove potevano conoscere meglio il quartiere e sviluppare idee e proposte per renderlo migliore.

Le intenzioni e la pratica
L’Assessore alle Politiche per la casa Tea Albini, nella brochure del Comune di Firenze Cinque piani per il futuro, presentando i tre programmi di intervento, scriveva: “Lo sforzo che siamo chiamati a compiere è rilevante e vede l’impegno congiunto di più soggetti (…) ma fondamentalmente [protagonista] è e rimane la condivisione da parte degli abitanti sulle scelte che produrranno il ‘nuovo vivere alle Piagge’. Una periferia importante che deve trovare, anche negli interventi che verranno, il modo di diventare a tutti gli effetti cuore di una città che non solo nel suo passato trova la ragione del suo futuro.”
La partecipazione degli abitanti alle decisioni istituzionali in realtà ci sembra una vaga aspirazione che ha stentato a tradursi in pratica politica ed amministrativa: i cittadini delle Piagge e degli antichi insediamenti lungo la via Pistoiese continuano ad essere oggetto di piani, di programmi e di rivalutazioni urbanistiche, che non nascono dalle esigenze della popolazione, mentre l’Amministrazione comunale continua ad ignorare e rifiutare di fatto l’apporto insostituibile e la collaborazione della base sociale.

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