21 settembre 2018

Nuove schiavitù

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‘Gli uomini, le donne e i bambini che sfidano le protezioni della
Fortezza Europa lo fanno in nome di un potere che gli stati capitalistici osteggiano da sempre: l’immaginazione”.
Amico da tempo della Comunità di Base, Renato Curcio, ricercatore e sociologo, è stato alle Piagge per presentare “I dannati del lavoro”.
Un testo molto interessante sulla condizione di vita e di lavoro dei migranti oggi “tra sospensione del diritto e razzismo culturale”.
Dannati che sono tanti e che sono anche qui fra noi, come giustamente ricorda, in apertura di serata, Alessandro Santoro. Il titolo del libro è ispirato al lavoro di un grande rivoluzionario degli anni ’60, Frantz Fanon: “I dannati della terra” del 1962 era dedicato ai temi del colonialismo e del ruolo svolto dalla classe contadina nelle rivoluzioni anticoloniali nei paesi del terzo mondo.
“I dannati del lavoro” nasce da una ricerca svolta a partire dal 2002 a Milano, nelle aziende della grande distribuzione per capire come è cambiato il mondo del lavoro nel passaggio da società industriale a società globale. I protagonisti sono lavoratori provenienti da diverse aree del mondo, dal sud all’est asiatico; quella moltitudine di uomini e donne le cui storie spesso “cerchiamo di allontanare” perché “non ci piace vederle né sentirle raccontare, anche se le incrociamo ogni giorno”.
Il libro di Renato Curcio raccoglie queste storie analizzando diversi aspetti della vita dei lavoratori e delle lavoratrici migranti: dalla decisione di emigrare e, quindi, dall’allontanamento dal Paese di origine, dove si lascia la propria gente, i legami affettivi, culturali, economici e religiosi, al viaggio scegliendo tra la via regolare, spesso impraticabile e ricca di ostacoli burocratici oltre che economici, e quella “intemerata”, come la definisce l’autore, che passa dai mari e dalle strade e che tutti conosciamo, per arrivare infine a guadagnare il suolo europeo superando i muri costruiti intorno alla “Fortezza Europa”. Ed è qui che nascono le storie di discriminazione raccontate da Curcio.
Un testo che suggeriamo di leggere per capire cosa nascondono i tanti luoghi comuni diffusi sull’immigrazione e soprattutto per ricordare che non è dalla Nigeria o dal Togo che nasce il fenomeno dell’emigrazione, ma piuttosto dalle sollecitazioni provenienti dalle aree più ricche del mondo che inducono “Ibrahim, Liliana, Ivan e Mustafà a tentare la sorte”.
Floriana Pagano
“I dannati del lavoro”, edizioni Sensibili alle foglie, euro 15,00.

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