Nucleare, Maggio fiorentino costretto in Giappone, De Zordo: "Inquietanti le testimonianze dirette"

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Il sindaco Matteo Renzi all'assemblea dei lavoratori: è sotto accusa per la gestione della tournée giapponese

“Dovrà rassegnarsi il sindaco Renzi che non voleva più parlare del Maggio a Tokyo in Consiglio Comunale. Se ne dovrà riparlare, invece, visti gli esiti della prima audizione della Commissione Controllo dove questa mattina hanno dato testimonianza alcuni di coloro che hanno vissuto in prima persona la vicenda del terremoto e le sue conseguenze. E meno male che abbiamo sentito dire che tutto era stato fatto al meglio!

Pacate ma inquietanti le voci che hanno ricostruito come i lavoratori del Maggio hanno vissuto i giorni seguenti la prima scossa. Si è confermato quanto già contenuto nelle testimonianze precedenti, anzi, sono emersi ancora di più l’incapacità della direzione a gestire la situazione e la sua sottovalutazione dei rischi, le pressioni della sovrintendente Colombo per far rimanere in Giappone chi chiedeva di tornare a casa (150 firme ignorate), le ambiguità nelle informazioni fornite a lavoratori e lavoratrici che si sono sentiti ostaggio di una strategia aziendale che ha subordinato la sicurezza delle persone a giustificazioni economiche e di immagine. Quando abbiamo detto queste cose qualcuno ci ha tacciato di allarmismo o peggio.

Troppe le domande ancora senza risposta, sia sui controlli sanitari (è di oggi la novità della presenza di cesio 137 nei 9 esaminati), sia sulle responsabilità del ritardo nella partenza da Tokyo che solo per cause naturali (il vento) non ha provocato una tragedia per la radioattività, sia sul tipo di contratto che la Fondazione aveva firmato per quella turnée (c’erano o no penali da pagare in caso di annullamento delle rappresentazioni per cause naturali?), sia sulla mancata presenza del Responsabile della sicurezza.

Di tutto questo si dovrà parlare in Consiglio, per avere quelle risposte che i lavoratori del Maggio ci hanno chiesto; ma si dovrà finalmente affrontare anche il Piano industriale della  Fondazione, di cui il sindaco è presidente e per il quale il Comune di Firenze ha contribuito nel 2010 per 3.5 milioni di euro (senza considerare le sue società partecipate): dov’è il bilancio consuntivo del 2010?  Ancora una volta la parola chiave è: trasparenza.”

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